Viterbo – (sil.co.) – Ex avvocato accusato di circonvenzione d’incapace, si è tenuta ieri l’audizione protetta della presunta vittima, un disabile sessantenne cui l’imputato avrebbe sottratto i soldi del risarcimento per la morte della madre, morta in una clinica viterbese.
La parte offesa – sentita alla presenza dello psichiatra Carlo Magistri, del legale di parte civile Simone Bernini e dell’amministratore di sostegno Francesco De Matteis – non ha riconosciuto l’imputato, un ex legale nel frattempo ottantenne, da tempo radiato dall’albo, con cui avrebbe avuto rapporti una decina di anni fa.
Il sessantenne ha però ribadito più volte “mi ha chiesto come parcella il 50% del risarcimento”, pur non riuscendo a quantificare la somma e nemmeno se l’accordo sia stato preso prima o dopo la sentenza civile che gli ha riconosciuto 470mila euro di risarcimento dalla casa di cura per l’omicidio colposo della madre.
L’avvocato Bernini e il pm Massimiliano Siddi sono riusciti a far emergere che l’ex avvocato gli avrebbe chiesto 350mila euro, a fronte di 168mila euro percepiti. “Ma non glieli ho dati”, ha detto il sessantenne, che sarebbe stato anche sottoposto a pignoramento, nonostante abbia riferito davanti al giudice Jacopo Rocchi di avere ancora tutti i suoi beni.
Le lacune della testimonianza potrebbero essere compensate dalla produzione documentale di accusa e parte civile, a partire dalla perizia svolta nell’ambito di un altro procedimento dallo psicoterapeuta Giuseppe Del Signore, che dovrebbe servire a descrivere le condizioni di salute del sessantenne.
L’imputato, cui è stato assegnato l’avvocato Elisabetta Centogambe come difensore d’ufficio, ha preso due volte la parola per rilasciare spontanee dichiarazioni dicendo in sostanza “sono io la vittima”, dopo essere stato ammonito dal giudice che aveva chiamato i carabinieri per allontanarlo dall’aula quando ha dato del “ladro e truffatore” alla persona offesa.
È stata invece allontanata dai carabinieri su disposizione del magistrato una “dama misteriosa”, la cui identità è rimasta ignota, sorpresa dal giudice a filmare quanto accadeva in aula com lo smartphone.
Il processo riprenderà a maggio.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
