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Cultura - Le motivazioni lette ieri al cimitero San Lazzaro da Sergio Insogna di Viterbo con Amore, per i 100 anni della nascita del poeta e militante comunista - VIDEO

“Emporio solidale intitolato ad Alfio Pannega per il suo valore umano, civico, sociale e culturale”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Per il suo valore umano, civico, sociale e culturale”. Le motivazioni dell’intitolazione dell’Emporio solidale di Santa Barbara ad Alfio Pannega, poeta e militante comunista, lette ieri mattina al cimitero San Lazzaro da Sergio Insogna di Viterbo con Amore durante le celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di Alfio.

L’intitolazione, l’8 maggio, a piazzale Porsenna, Viterbo, alle ore 11.


Alfio Pannega

Alfio Pannega


“Viterbo con Amore (l’associazione che gestisce l’Emporio ndr) intitola l’Emporio solidale I Care all’illustre cittadino Alfio annega – sottolinea Insogna – per il suo valore umano, civico, sociale e culturale. Nonostante lòòe sue condizioni di indigenza ha sempre vissuto con dignità, rettitudine e onestà esprimendo un amore incondizionato per la città di Viterbo”.

Sempre l’8 maggio, questa volta alle ore 15,30, allo spazio giovani Il cielo in una stanza in via Porsenna 1, l’iniziativa Dedicato a te. Dedicata ad Alfio Pannega, con racconti e testimonianze di Domenico Arruzzolo, Pietro Benedetti, Mauro Galeotti, Antonella Litta, Enrico Mezzetti e Antonello Ricci. A moderare l’iniziativa, Sergio Insogna.


Sergio Insogna

Sergio Insogna


Nato a Viterbo il 21 settembre 1925, Alfio Pannega visse una vita di lotta e poesia, abitando per molti anni con la madre in una grotta della Valle di Faul. Leggeva Dante e Ariosto da bambino e trovò nella poesia a braccio la sua voce più autentica, fiorita tra i butteri della Tolfa e le strade della sua città. Lavorò duramente fin dalla giovane età, riciclando materiali quando ancora non si parlava di ecologia: era un esempio vivente di sostenibilità e dignità operaia.

Nel 1993 fu tra i fondatori del centro sociale nell’ex gazometro abbandonato, che animò fino alla fine dei suoi giorni. Morì nel sonno il 30 aprile 2010, lasciando un vuoto nella comunità che lo aveva sempre considerato un punto di riferimento.

Il suo ricordo sopravvive anche grazie alle fotografie di Mario Onofri, suo amico e artista visivo, e al lavoro teatrale di Pietro Benedetti, che ha portato in scena con forza e sensibilità il monologo “Allora ero giovane pure io”, tratto dalle memorie e poesie di Alfio.


Viterbo - la commemorazione di Alfio Pannega

La commemorazione di Alfio Pannega


Nonostante gli appelli, la proposta di istituire un “Archivio Alfio Pannega” per raccogliere e rendere accessibile il materiale sulla sua vita è ancora senza risposta. L’incontro di ieri mattina ha voluto anche essere un invito a rinnovare l’impegno per conservare e diffondere la memoria di un uomo che ha incarnato con coerenza l’idea di una cultura popolare, resistente e solidale.

Daniele Camilli


– “Alfio Pannega era l’umanità fatta persona…”


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28 aprile, 2025

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