Viterbo – Stefano Floris dà un’occhiata alla cartella, Emanuele Aronne se ne va dimenticandosi i documenti che riguardano il consigliere FdI Gianluca Grancini.
Restano sul banco della giunta un paio d’ore.
Gianluca Grancini
Poi, Patrizia Notaristefano, leggendo il nome dell’esponente d’opposizione da un foglio e notato che che si tratta di documenti con dati privati, pensa che il diretto interessato abbia dimenticato carte che lo riguardano. Casellario giudiziario, curriculum, pendenze.
I retroscena nelle scene riprese dalle videocamere in consiglio comunale, di un caso che da giovedì sta facendo discutere e scuote palazzo dei Priori
Informazioni personali sull’esponente Fratelli d’Italia, che nel giro di poche ore, ieri si è appreso avere stampato l’assessore Emanuele Aronne (Urbanistica). Sua stessa ammissione.
Per cosa? Ricostruire le gestioni alla piscina comunale. Dove ormai diversi anni fa Grancini lavorava, come dipendente della vecchia società che la gestiva.
E perché mai, si chiede il diretto interessato? All’epoca non aveva alcun potere decisionale, oggi non pare ci siano decisioni da prendere per la struttura, gestita da Fin.
E quello di Grancini non è il primo caso di consigliere con attività collegate a entità pubbliche comunali. In consiglio attualmente ci sono esempi anche più diretti. Ed è tutto regolare. Ed era tutto regolare, come ha fatto notare il consigliere FdI, che ha dato mandato ai suoi avvocati di valutare se esistono le condizioni per un’azione legale.
Non è stato un bel momento, giovedì, vedere i suoi dati sul banco della giunta. Anche se, come sottolineato, sono pubblici e tutti in regola.
Quei fogli portati da Aronne e che lo stesso Aronne ha precisato non trattarsi di fascicolo. Suona male, occorre ammetterlo, come parola.
Ma li ha portati. Una volta arrivato li ha appoggiati sul banco, come si vede a video.
Pare che il suo collega ai Lavori pubblici Stefano Floris ci butti un occhio e subito li riponga. Forse, con la parte scritta verso il banco, così pare di vedere dai frame della diretta.
Magari è per questo, che andandosene Aronne non li ha notati. Scambiati magari, per, normali fogli bianchi, di quelli in dotazione ai consiglieri per prendere appunti.
Il tempo passa, restano lì, un paio d’ore. Fino a quando l’assessora Patrizia Notaristefano non li nota.
Capisce, probabilmente, la delicatezza del contenuto e invita Grancini a riprenderli, immaginando che li abbia dimenticati. Invece no.
Quello che è successo dopo è storia nota. Fratelli d’Italia è in rivolta, ma anche gli altri partiti hanno condannato l’accaduto.
Luisa Ciambella (Per il bene comune) chiede più rispetto per la privacy, Giulio Marini (FI Udc Fondazione) ritiene sconcertante la giustificazione fornita da Aronne. E con lui si accodano diversi altri, pure quelli che al momento parlano, ma preferiscono farlo a microfono spento.
Concordano tutti, è stato un brutto scivolone dell’assessore, una pessima pagina di (non) politica.
Giuseppe Ferlicca
Articoli: Emanuele Trevi:“Caso Grancini, ciò non può essere archiviato come vicenda politica o amministrativa, è una questione umana” – Giovanni Arena: “Piena solidarietà all’amico Gianluca Grancini…” – Grancini: “A che titolo Aronne sta prendendo informazioni su di me? Ho dato mandato agli avvocati di valutare eventuali azioni” –Aronne: “Ho stampato io i fogli ma non c’è nessun mistero…” – Fascicolo su Gianluca Grancini sul tavolo della giunta con casellario giudiziario e carichi pendenti – Ciambella (Per il bene comune): “Serve un approccio rispettoso dei principi fondamentali della riservatezza e della dignità personale” – Marini (FI Udc Fondazione): “Sconcertante la giustificazione per motivare l’attenzione sul consigliere Grancini” – Gruppo FdI consiglio comunale: “Fascicolo sul tavolo della giunta è indice di metodi che non ci appartengono” – Buzzi (FdI): “Inaccettabile che documenti sensibili riguardanti un rappresentante eletto dai cittadini siano trattati con tale leggerezza e senza le dovute precauzioni” – Achilli (FdI): “Un gesto che non può essere tollerato e deve essere condannato con fermezza”
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