Viterbo – Guardia di finanza, incontri con gli studenti e hashish trovato in spazi comuni di una scuola.
Viterbo – Guardia di finanza – Unità cinofila
“I finanzieri del comando provinciale di Viterbo, in attuazione del progetto “Scuole sicure” – fanno sapere in una nota dalla finanza – hanno effettuato diversi incontri organizzati negli istituti di ogni odine e grado sia del capoluogo che della provincia, per educare gli studenti alla legalità e facendo conoscere le attività del corpo.
Contestualmente, coadiuvati da unità cinofile del gruppo di Civitavecchia, vi sono state attività dirette a prevenire e contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti, nei pressi o all’interno dei plessi scolastici.
Le operazioni, compiute in totale sintonia con i dirigenti scolastici che hanno fornito indicazioni per limitare l’uso ed il consumo di stupefacente all’interno degli istituti d’istruzione, hanno tenuto in considerazione il rispetto della dignità e della riservatezza degli alunni.
Sono state rinvenute, in parti comuni, sostanze che analizzate mediante un esame drop test, si sono rivelate di tipo hashish e per le quali si è proceduto al sequestro d’iniziativa nei confronti di ignoti.
Quattro alunni minorenni, trovati in possesso di sostanza stupefacente, sono stati segnalati alla prefettura per violazione dell’art. 75 del D.P.R. 309/1990.
Questa tipologia di controlli testimonia, ancora una volta, il costante presidio attuato dalla guardia di finanza su tutto il territorio, con specifico riguardo alla tutela dei più giovani e, più in generale, della salute e incolumità pubblica.
L’iniziativa, che sarà replicata in futuro, ha suscitato grande interesse tra gli studenti e ha riscosso l’approvazione dei professori e dei genitori degli alunni, consapevoli della pericolosità della diffusione di tale illecito tra i giovanissimi.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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