Soriano nel Cimino – La torre di Pasolini torna all’Università agraria di Chia. Accolto il ricorso per usi civici: annullata la vendita del 2021 e disposta la reintegrazione dei fondi alla gestione collettiva. La torre era stata acquistata da Gabriele Gallinari nel 2021.
La torre di Chia, amata da Pier Paolo Pasolini che vi abitò e scrisse alcune delle sue ultime opere, torna formalmente alla collettività: a gestirla sarà l’Università Agraria di Chia. Lo ha stabilito il commissario per la liquidazione degli usi civici del Lazio con una sentenza pronunciata il 7 aprile, che dichiara la natura demaniale collettiva dei terreni su cui sorge la torre e annulla il contratto di compravendita stipulato nel 2021.
Il commissario Antonio Perinelli ha accolto integralmente il ricorso dell’Università agraria, riconoscendo che le particelle catastali su cui insiste la torre – e i terreni circostanti – rientrano nel patrimonio collettivo dei naturali di Chia, in quanto gravati da usi civici.
Secondo la ricostruzione storica e catastale, i terreni fanno parte della tenuta “Colle Casale” o “Poggi di Chia”, già oggetto di una transazione pubblica nel 1919. La perizia tecnica disposta nel giudizio ha confermato l’origine feudale dell’area, e con essa la presunzione giuridica di demanialità collettiva.
La sentenza ordina la reintegrazione degli immobili all’Università agraria di Chia a cura della Regione Lazio, e la trascrizione del provvedimento nei registri immobiliari. Le spese della consulenza tecnica sono state poste a carico di Gabriele Gallinari, che aveva acquistato i terreni, e del comune di Soriano nel Cimino.
Un atto di giustizia che restituisce alla collettività un luogo simbolico, tanto caro a Pasolini, e riafferma la forza del diritto civico sui beni comuni.
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