Viterbo – Nel centenario della nascita di Alfio Pannega, la città celebra la figura del poeta a braccio, militante nonviolento e simbolo della Viterbo popolare.
Domenica 27 aprile, alle 9,30, al cimitero cittadino si terrà una commemorazione pubblica in onore di Alfio Pannega, nel giorno in cui si celebra il centenario della sua nascita. Poeta autodidatta, antifascista e protagonista del fermento sociale viterbese del secondo dopoguerra, Pannega è ricordato per la sua coerenza etica, la forza della parola e una vita interamente spesa al fianco degli ultimi.
All’iniziativa parteciperanno amici e compagni di strada, tra cui Pietro Benedetti, Sergio Insogna, Antonella Litta, Enrico Mezzetti, Antonello Ricci, oltre a rappresentanti di numerose associazioni culturali e civiche. Saranno condivise testimonianze anche su Giovanna, detta Caterina, madre di Alfio, figura popolare ancor oggi viva nella memoria collettiva cittadina. Verranno letti inoltre messaggi provenienti dall’Olanda, dalla Scozia e da altri luoghi lontani, segno dell’impronta che la figura di Pannega ha lasciato ben oltre i confini della Tuscia.
Nato a Viterbo il 21 settembre 1925, Alfio Pannega visse una vita di lotta e poesia, abitando per molti anni con la madre in una grotta della Valle di Faul. Leggeva Dante e Ariosto da bambino e trovò nella poesia a braccio la sua voce più autentica, fiorita tra i butteri della Tolfa e le strade della sua città. Lavorò duramente fin dalla giovane età, riciclando materiali quando ancora non si parlava di ecologia: era un esempio vivente di sostenibilità e dignità operaia.
Nel 1993 fu tra i fondatori del centro sociale nell’ex gazometro abbandonato, che animò fino alla fine dei suoi giorni. Morì nel sonno il 30 aprile 2010, lasciando un vuoto nella comunità che lo aveva sempre considerato un punto di riferimento.
Il suo ricordo sopravvive anche grazie alle fotografie di Mario Onofri, suo amico e artista visivo, e al lavoro teatrale di Pietro Benedetti, che ha portato in scena con forza e sensibilità il monologo “Allora ero giovane pure io”, tratto dalle memorie e poesie di Alfio.
Nonostante gli appelli, la proposta di istituire un “Archivio Alfio Pannega” per raccogliere e rendere accessibile il materiale sulla sua vita è ancora senza risposta. Ma l’incontro del 27 aprile vuole anche essere un invito a rinnovare l’impegno per conservare e diffondere la memoria di un uomo che ha incarnato con coerenza l’idea di una cultura popolare, resistente e solidale.
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