Viterbo – Rock, heavy metal e cartoni animati, i Cavalli a dondolo si esibiscono al Romics, la rassegna internazionale del fumetto di Roma.
Azzurra De Carlo (voce) Francesco Ceccamea (chitarra) Valerio Cianetti (batteria) Gianluca Cianetti (basso) e Gabriele Bellucci (voce). Un gruppo made in Tuscia. “Adesso – dicono – vogliamo aprire un concerto per Cristina D’Avena”.
Dai locali e dalle sagre del Viterbese i Cavalli a dondolo sono diventati un’eccellenza, ospiti molto richiesti alle fiere del fumetto e della cultura fantasy.
Roma – I Cavalli a dondolo al Romics
“Diversi gli eventi dove abbiamo suonato”, spiega Ceccamea, arrangiatore delle canzoni. “E pensare che all’inizio – aggiunge Cianetti, che è anche manager della band – chi ci contattava pensava che i cavalli a dondolo li fabricassimo”.
Il nome muove invece “da omaggio – sottolinea Valerio Cianetti – a un gruppo degli anni 70, i Rocking Horse, autori di alcune delle sigle più celebri in assoluto, da Jeeg Robot a Daltanius fino a Forza Sugar”.
“Sul palco del Romics – racconta poi De Carlo – ci siamo sentiti a casa. Finalmente un pubblico in grado di capire fino in fondo il valore di ciò che proponiamo. Un pubblico di intenditori, gente che conosce non solo le sigle a memoria ma anche chi le ha scritte e suonate. Gente che ama i cartoni degli anni ’70 e ’80. Ricevere complimenti per come siamo riusciti a suonare Ken il guerriero, Occhi di gatto o Lupin, ci ha fatti sentire doppiamente gratificati”.
“A volte – interviene Gianluca Cianetti – i proprietari dei bar e dei locali ci snobbano perché credono che suoniamo un repertorio per un pubblico di bambini, ma noi rispondiamo sempre che le nostre canzoni sono per i genitori di quei bambini”.
Roma – I Cavalli a dondolo – Azzurra De Carlo, Francesco Ceccamea, Valerio Cianetti, Gianluca Cianetti, Gabriele Bellucci
Una proposta, quella della band, incentrata sul rock, con arrangiamenti heavy metal. “Si tratta di una necessità doppia – continua Valerio Cianetti, rappresentante inoltre per l’Italia al concorso di musica internazionale di San Marino -. Queste canzoni venivano incise in studio, talvolta erano così piene di strumenti che suonarle dal vivo sarebbe ancora oggi problematico, se non usando un’orchestra di venti elementi e un gruppo rock insieme. Per restituire l’energia del sound, abbiamo quindi deciso di puntare tutto su ciò che avevamo, chitarra, basso, batteria e voci, usandoli alla massima potenza, fino a sfociare nel metal e nel garage rock, creando talvolta risultati davvero sorprendenti. Per esempio la sigla di Mio Mini Pony sembra un pezzo dei Metallica, mentre Fantaman e Jeeg Robot sono in stile Ramones”.
Ciò che rende particolare la proposta dei Cavalli a dondolo sono anche i frequenti omaggi ai classici del rock che spuntano all’improvviso in coda o nel mezzo di qualche sigla. Si può infatti iniziare ascoltando Devil Man per finire con El Diablo dei Litfiba.
“Vere e proprie sorprese – prosegue Bellucci, male singer del gruppo – che preferiamo non svelare, easter eggs che vengono fuori all’improvviso, per sorprendere appunto il pubblico”.
Bellucci è l’ultimo innesto, dopo che per circa un anno i Cavalli a dondolo sono stati un quartetto. Per dare più teatralità e vivacità sul palco. Bellucci è appassionato di recitazione.
Roma – I Cavalli a dondolo al Romics
Assieme ai Cavalli a dondolo anche Roberto Bellucci, fotografo ufficiale del gruppo.
“Roberto è il sesto elemento – commenta Gianluca Cianetti -. Con lui la nostra immagine è migliorata molto”.
Un gruppo che sta ricevendo adesso molte richieste, da tutta Italia. Con un obiettivo. “Aprire un concerto per Cristina D’Avena – conclude De Carlo -. È un mito da cui il nostro stile trae ispirazione”.
Daniele Camilli
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