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Cronaca - Il detenuto della Tuscia avrebbe nascosto la sostanza stupefacente nella casa circondariale - Il Sappe: "Serve un intervento deciso delle autorità per garantire condizioni di lavoro dignitose e una gestione carceraria più efficace"

Sequestrati 3 cellulari e una vasta quantità di droga nel carcere di Orvieto, in azione un pusher viterbese

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Un'auto della polizia penitenziaria

Un’auto della polizia penitenziaria

Orvieto – Droga e cellulari in carcere, sequestrati 3 smartphone e un ingente quantità di sostanza stupefacente nascosta da un pusher viterbese.

Nella mattinata di oggi, la polizia penitenziaria del carcere di Orvieto, con il supporto del nucleo cinofili, ha condotto un’operazione straordinaria che ha portato al sequestro di 3 telefoni cellulari e di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, attualmente sottoposte a esami di laboratorio per accertarne la natura e la quantità esatta.

“La perquisizione – continua la nota -, effettuata all’alba, ha permesso di scoprire: 3 telefoni cellulari, utilizzati da un detenuto italiano e uno magrebino; droga occultata da un noto spacciatore della provincia di Viterbo, recentemente costituitosi  nel penitenziario di Orvieto in seguito a una condanna definitiva”.

Il sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), attraverso il segretario dell’Umbria Fabrizio Bonino, esprime piena soddisfazione per l’operato degli agenti, che nonostante le criticità strutturali – carenza di personale, negazione delle ferie e condizioni lavorative difficili garantite da carcere di Orvieto – continuano a garantire ordine e sicurezza con abnegazione e senso dello stato.  

“Il Sappe auspica provvedimenti disciplinari esemplari nei confronti dei detenuti coinvolti e chiede alla direzione del carcere di attivarsi senza ulteriore indugio per: trasferimento immediato dei soggetti responsabili e dei loro eventuali complici; ⁠adozione di misure rigorose per prevenire il ripetersi di tali episodi, che minano la sicurezza dell’istituto e mettono a rischio la vita degli altri detenuti”, si legge nella nota.  

L’operazione conferma l’impegno costante della polizia penitenziaria nel contrastare il traffico illecito all’interno delle carceri, nonostante le difficoltà logistiche e organizzative. “Il Sappe ribadisce la necessità di un intervento deciso delle autorità competenti per garantire condizioni di lavoro dignitose e una gestione carceraria più efficace”, si legge ancora.

Anche Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria, sollecita urgenti e rapidi interventi a favore del personale in servizio nella Casa circondariale di Orvieto, ricordando che “nel triennio 2022/2024 sono stati sequestrati dalla polizia penitenziaria, nelle carceri italiane, circa 5mila telefonini (4.931, per la precisione). Servono fatti concreti: non possiamo più permetterci che episodi di questo tipo diventino la norma. La sicurezza degli operatori, dei detenuti e dell’intera comunità è a rischio”, conclude il leader nazionale del Sappe.

Sappe


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12 aprile, 2025

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