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Viterbo - Consiglio comunale - Il consigliere Grancini (FdI) interroga l'assessore allo Sport, dopo l'accesso agli atti e Aronne replica: "Io non scelgo e non escludo, è il dirigente che firma e il Tar dirà se ha lavorato bene o male"

“Anomalie e mancanza di documentazione, come è stato possibile affidare la palestra al Consorzio Libertas?”

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Gianluca Grancini

Gianluca Grancini

Viterbo - Presentazione della nuova stagione sportiva della Stella Azzurra - L'assessore Emanuele Aronne

Viterbo – L’assessore Emanuele Aronne

Viterbo –  “Anomalie e mancanza di documentazione, come è stato possibile affidare la palestra al Consorzio Libertas?”. Il consigliere di FdI, Gianluca Grancini vuole vederci chiaro e, giovedì, in consiglio, ha espresso i suoi dubbi all’assessore allo Sport, Emanuele Aronne.

“L’11 marzo – ha detto Grancini – feci accesso agli atti relativo all’affidamento della palestra, perché volevo verificare la procedura che è stata scelta. Lei poteva scegliere liberamente quale procedura adottare, perché con il decreto legislativo 36 del 2023, trattandosi di affidamento sotto soglia, era possibile affidare direttamente l’impianto a un soggetto a sua discrezione.

Tuttavia, ha deciso di procedere con un bando, un avviso pubblico — chiamiamolo come vuole — in cui era prevista l’assegnazione tramite una griglia di valutazione con relativi punteggi.

Quali punteggi sono stati assegnati? Parliamo dell’accesso agli atti dell’11 marzo di quest’anno, che ha permesso di analizzare le proposte delle varie associazioni che hanno partecipato. Dall’accesso agli atti è emerso che hanno partecipato tre gruppi: il Consorzio Libertas, il Consorzio Sport e Salute, e l’Asd Viterbo Gym.

È stata invece esclusa dal bando — e lo leggo testualmente — l’Asd Viterbo FC, perché già gestiva un impianto nel comune. Ho semplicemente chiesto di spiegare come si è proceduto nell’assegnazione di un impianto sportivo che tante persone attendono da anni. Lei mi ha risposto che ci avrei dovuto pensare prima, ma ora la responsabilità è sua, assessore, e a me spetta il compito di fare domande e ascoltare le sue risposte. Analizzando la documentazione ricevuta, punto per punto, le chiedo di spiegare come sia stato possibile affidare la palestra al Consorzio Libertas”.

Grancini, quindi, ha elencato una serie di perplessità: “Il primo dubbio — che non è venuto solo a me, assessore — è nato quando, a febbraio di quest’anno, durante un’assemblea di Unindustria in occasione del bilancio dei due anni e mezzo di attività della giunta, a parlare di sport non era lei sul palco, ma il presidente provinciale della Libertas.

Egli ha affermato — e se vuole può cercare il video — che finalmente, dopo tanti anni, c’è un ufficio sport efficiente, grazie alla collaborazione costante tra Libertas e gli uffici comunali. Ha citato anche la nuova manifestazione “giocavamo per strada” , nulla di nuovo c’ era già prima e si chiama Eroica che si svolge da vent’anni tramite il Coni, e ha aggiunto che si stanno finalmente assegnando le palestre.

Dopo aver ascoltato queste parole, ho deciso di fare l’accesso agli atti, e ho riscontrato delle anomalie che, a mio parere, sono gravi. Lei, assessore, ha un ruolo politico e non tecnico, quindi non è tenuta a controllare i documenti, ma chi doveva farlo — secondo me — non ha svolto adeguatamente il proprio compito. La prima cosa che ho richiesto sono stati gli statuti delle associazioni partecipanti: lo statuto presentato da Libertas risale a sette o otto anni fa e non riporta l’attuale presidente. Forse si tratta di un errore o una mancanza, ma le chiedo se è stato attivato un soccorso istruttorio? Gli uffici hanno richiesto uno statuto aggiornato?

La documentazione è stata presentata in risposta a un avviso pubblico, quindi doveva essere completa e aggiornata”.

Ancora, “nei documenti presentati da Libertas non c’è alcuna indicazione dei presidenti delle società partecipanti al consorzio, né vi è traccia della composizione del consiglio direttivo. Inoltre, non risulta alcun verbale del consorzio Libertas che certifichi i dati delle società. Lei sa bene che le società sportive devono essere iscritte al Registro delle attività sportive (Ras). Eppure, nulla di tutto questo è presente. Ho chiesto agli uffici, tramite accesso agli atti, se fosse disponibile tale documentazione, e mi è stato risposto — dal dirigente Peruzzo — che agli atti era presente solo ciò che mi è stato consegnato. Tutto il resto mancava.

A questo punto, mi sono sinceramente stupito: com’è possibile, in un avviso pubblico, che manchi tutta questa documentazione? E tutti, d’altronde, sanno chi è il presidente di Libertas, dato che si vanta di aver collaborato con lei, assessore, in molte attività.

Inoltre, almeno da quanto ho letto, era previsto che le società sportive avessero una comprovata storicità sul territorio. Tuttavia, le esperienze gestionali riportate, già nelle prime tre righe, da Libertas riguardano un impianto a Roma, uno a Orte e uno a Soriano nel Cimino. Oltretutto, non è chiaro chi fosse effettivamente il gestore di quegli impianti”.

Grancini passa alla questione dei tesserati: Libertas dichiara circa mille tesserati, ma avrebbe potuto scrivere anche centomila, perché per i tesserati esiste un apposito elenco pubblico in cui è indicato il numero di iscritti di ciascuna società. Libertas, per il settore basket — che lei, assessore, conosce bene — dichiara 250 tesserati, ma sul sito di Sport e Salute questi non risultano. In un ulteriore accesso agli atti, mi è stato riferito che questi dati non sono nella disponibilità degli uffici. E questo, a mio avviso, è un altro elemento critico, perché credo che nessuno abbia realmente verificato quei numeri e, quando ho chiesto documentazione aggiuntiva, mi è stato detto che non era disponibile.

Un ulteriore aspetto critico riguarda i requisiti di partecipazione. Nell’avviso era previsto che le società già assegnatarie di impianti comunali non potessero partecipare, in quanto si trattava di una causa di esclusione. Tuttavia, nella domanda del Consorzio Libertas risultano almeno due società che gestiscono impianti comunali: una il Palavolley, l’altra il campo da rugby. Per quale motivo, allora, non è stata disposta l’esclusione?

Inoltre, resta del tutto incomprensibile come sia possibile praticare rugby all’interno di una palestra al chiuso”.

Ha incalzato ancora Grancini: “Quanto alle opere migliorative, Libertas ha proposto un investimento di 20mila euro, mentre il Consorzio Sport e Salute ha presentato un elenco di interventi stimabili in almeno 50-60mila euro, comprendenti tribune, parquet e ulteriori migliorie, e ha offerto anche la gestione del verde comunale antistante la palestra. È evidente, dunque, che le proposte del consorzio concorrente fossero economicamente più consistenti e strutturate.

Alla luce di tutto ciò, mi sembra che la documentazione sia assai carente. Eppure, con i punteggi assegnati, non si sa bene come, Libertas vince con 10 punti contro 7, su punteggi dati così”.

Il consigliere di Fratelli d’Italia si è chiesto, “perché è stato fatto un bando, se non c’era l’intenzione reale di applicarlo? Se la decisione era già presa, bastava procedere direttamente con l’affidamento, come consentito dalla normativa. I punteggi — non lo dico io — sono riportati su documenti che sono stati depositati per oltre quattro mesi. Chiunque li legga, non può dire che le cose non stiano così.

Ora le chiedo: avendo scelto la via del bando, com’è stato possibile assegnare l’impianto sportivo in presenza di documentazione incompleta e valutazioni così dubbie da parte degli uffici?

Non voglio entrare nel merito delle opportunità politiche o di scelte che lei conosce bene, assessore. Ma ciò che contesto sono gli atti che hanno portato a questo bando, che, nei fatti, non ha risolto nulla e ha finito per scontentare tutti.

“Parto dalla fine – ha replicato Aronne -: perché ho fatto un bando? Perché un bando si fa per evidenza pubblica, la politica fa i bandi e io non credo che gli affidamenti diretti siano un buon metodo. Le ricordo che tutti gli impianti, da quando ci siamo noi, vengono fatti tramite un bando.

Mi consenta un paio di correzioni: io non scelgo e non escludo, si tratta di un atto amministrativo e come tale viene valutato. Sulla questione, è stato chiamato a esprimersi un organo terzo che è il Tar: è stato fatto ricorso alla determina 684 e la prima udienza è fissata per il 21 maggio.

Nel momento in cui, lei mi elenca tutte queste cose, è segno evidente che il dirigente ha lavorato male, perché posso assicurarle che nel momento stesso in cui viene bandita e fatta una manifestazione di interesse c’è un evidenza pubblica, io sparisco dalla circolazione, perché non mi appartiene e lo dico dico, con orgoglio, che non ho escluso nessuno.  Come ha detto lei, ‘sono i dirigenti che firmano non gli assessori”.

A me dispiacerebbe che il dirigente avesse commesso delle leggerezze o errori e leggendo gli atti, mi sembra, al contrario, che abbia lavorato bene, tuttavia essendo pendenti in giudizio, il dibattito, quantomeno per rispetto – e non la sto contraddicendo perché lei ha elencato tutta una serie di cose che, tra l’altro mi sono state dette – è meglio rinviarlo a dopo il pronunciamento.

Se c’è un organo terzo, imparziale, che dovrà valutare gli atti credo che, a fronte di ciò, non potrà che darci la corretta interpretazione se è stato giusto o sbagliato l’affidamento per la palestra. Inoltre, sono stato io il primo a consigliare al consorzio Sport e Salute di fare ricorso. 

Spero abbia apprezzato l’onestà della risposta, ma rifacciamo la medesima interrogazione dopo la sentenza per capire se il dirigente ha lavorato bene o male. Allora, sarò disponibile a un confronto”.  


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17 maggio, 2025

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