Viterbo – (sil.co.) – Cagnolino decapitato e ucciso da un pitbull la sera di domenica 27 aprile a San Faustino, una inquilina dello stesso stabile della proprietaria del cane, che è stata sfrattata nei giorni scorsi dall’Ater, spiega perché si sia trattato di una tragedia annunciata. Si tratta di Angela Terzoli, 65 anni, da 43 residente al civico 2 di via Egidio da Viterbo, in un ex alloggio popolare nel frattempo riscattato.
“Siamo in molti a vivere qui da decenni e amiamo le nostre case e il nostro quartiere – spiega Terzoli a Tusciaweb – per questo non possiamo sentire la sindaca Chiara Frontini dire che a Viterbo chi non rispetta le regole del vivere civile non avrà più spazio o assistere allo spiegamento di forze intervenuto per eseguire lo sfratto, quando noi da anni segnaliamo le problematiche connesse al cane e alla proprietaria senza che si smuovesse niente. C’è poco da vantarsi e molto su cui riflettere”.
Viterbo – Cane decapitato e ucciso a San Faustino
A chi facevate da anni le vostre segnalazioni e cosa segnalavate?
“La proprietaria del cane è venuta a vivere qui anni fa da regolare assegnataria, poi sono cominciati i problemi a causa delle frequentazioni che aveva con gente che urlava, beveva e faceva casino, di cui abbiamo riferito all’Ater, che nel frattempo l’ha sfrattata, ma lei si è opposta ed è rimasta qui da abusiva nonostante abbia perso la causa”.
Il pitbull invece? Vi dava fastidio? Avete segnalato anche il cane?
“Non il cane in sé, ma come era tenuto. La padrona usciva e lo lasciava a casa da solo, per cui lui stava tutto il giorno. a piangere e abbaiare, povera bestia, non si poteva sentire. Dall’abitazione saliva una puzza nauseabonda e così un vicino, che abita in un altro palazzo, è andato al comando della polizia municipale”.
Viterbo – Polizia in via Egidio da VIterbo durante lo sfratto
Cosa hanno fatto i vigili urbani?
“Siccome non cambiava niente, ci sono andata pure io. Mi hanno spiegato che avevano ricevuto la segnalazione e che erano passati diverse volte, e continuavano a farlo, senza beccare mai il momento in cui abbaiava. Però avevano preso informazioni e scoperto che il cane era regolarmente microchippato e stava bene. Ma veniva lasciato solo e la casa era sporca, almeno a giudicare dall’odore”.
Ma il cane era aggressivo?
“Il cane piangeva e abbaiava perché non voleva stare da solo. Non era aggressivo. Però la porta dell’appartamento non chiudeva bene, così aveva capito che gli bastava un niente per aprirla e scappare. È capitato un sacco di volte di trovarlo per le scale, per fortuna senza che abbia mai ringhiato o abbaiato a nessuno”.
Qual è la morale di quanto accaduto in queste ultime settimane?
“Quello che ripeto, a nome anche degli altri residenti del quartiere e degli inquilini del palazzo, è che sindaca e Ater hanno poco da vantarsi. Si poteva e si doveva intervenire prima, a fronte delle criticità che chi vive qui da decenni aveva segnalato. Ora ci hanno fatto sapere che prima di fare nuove assegnazioni ci saranno interventi sugli alloggi che erano occupati abusivamente e sono stati liberati. Ma tengano presente che per entrare dalle finestre ci vuole un niente e che non basterà dare una ripulita agli alloggi che sono vecchi e fatiscenti del loro, a prescindere”.
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