Rieti – Denunciati due falsi dentisti e sequestrati gli studi.
“All’esito di autonoma attività info-investigativa e di controllo del territorio – si legge in una nota delle fiamme gialle -, i militari del Gruppo Guardia di Finanza di Rieti hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica due persone per esercizio abusivo della professione di dentista.
Nel corso delle indagini è emerso, infatti, che i titolari di due ditte individuali esercenti l’attività di “fabbricazione di protesi dentarie”, pur non essendo in possesso di alcuna abilitazione statale e senza essere iscritti all’albo dei dentisti e odontoiatri, svolgevano illecitamente la professione di dentista e ortodontista, ricevendo la clientela nei locali a loro in uso, adibiti allo svolgimento di tale attività.
Sulla base delle evidenze raccolte – riporta ancora la nota -, la competente autorità giudiziaria ha disposto la perquisizione negli immobili nella disponibilità degli indagati, nel corso della quale si è proceduto al sequestro di attrezzature e medicinali vari, anestetici, nonché documenti e appunti, sia cartacei che digitali, custoditi su pc, tablet e smartphone, riconducibili alla professione medico dentistica abusivamente svolta.
La successiva analisi forense dei dati memorizzati sui dispositivi elettronici recuperati ha consentito anche di individuare diversi clienti degli indagati i quali, sentiti in atti, hanno confermato la condotta delittuosa da questi posta in essere.
L’attività svolta, testimonia ancora una volta il costante impegno del Corpo a presidio della sicurezza e salvaguardia della salute pubblica, unitamente a una sempre maggiore ed incisiva azione di legalità nel più ampio contesto dell’ordine e della sicurezza economico-finanziaria, con particolare riguardo alla tutela dei diritti dei consumatori finali e della libertà di concorrenza del mercato”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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