Viterbo – Deposito scorie nucleari, una lettera al ministro Fratin per chiedere un incontro, intanto c’è il via libera per affidare l’incarico a tecnici, di predisporre osservazioni. Contro la realizzazione della struttura in uno degli oltre venti siti individuati come possibili nella Tuscia.
Alessandro Romoli
Il ministro all’Ambiente ha spiegato di voler fare un passo indietro. No all’impianto unico e carta dei siti superata, ma l’attività sul territorio non si ferma. Come se niente fosse, almeno per il momento e almeno fin quando la situazione non sarà chiara.
Stamani, il presidente della provincia Alessandro Romoli ha chiamato i sindaci, per dare impulso alla proposta di palazzo Gentili che ha suddiviso in tre aree i comuni con possibili aree candidate a ospitare il deposito, assegnando a ciascuna tecnici specializzati.
Dovranno produrre documentazione sotto l’aspetto della vegetazione, geologico e urbanistico. Mettere nero su bianco perché nella Tuscia non può esserci spazio per il deposito.
Tutti i sindaci si sono trovati d’accordo. Si tratta a volte di un lavoro di raccordo, rispetto a quanto le singole amministrazioni hanno già prodotto, a volte anche da diverso tempo.
“L’obiettivo è produrre osservazioni in un unico documento – spiega Romoli -da far approvare dal consiglio provinciale e dall’assemblea dei sindaci, per non disperdere in tanti rivoli il lavoro fin qui portato avanti.
È chiaro che i tecnici, in ciascuna delle tre aree si rapporterà con gli enti e le attività fin qui portate avanti”.
Nel frattempo, Fabio Bartolacci (sindaco di Tuscania) ha proposto di chiedere un incontro con il ministro Fratin. Idea raccolta anche da altri colleghi e dallo stesso Romoli.
“Invieremo una nota al ministro per chiedere un incontro – osserva Romoli – con una delegazione di sindaci, per chiedere direttamente a lui”. Capire come le intenzioni si potranno trasformare in atti.
“Mentre il documento che sarà approvato – osserva Romoli – con le osservazioni dei tecnici sarà una delibera e quindi con la forza di un atto ufficiale del consiglio e dei sindaci”.
Il cambio di rotta da parte del ministero è apprezzato. Tuttavia: “Sono dichiarazioni – osserva il sindaco di Arlena di Castro Cascianelli – che lasciano il tempo che trovano”.
Mentre per Fabio Bartolacci, pur riconoscendo che la novità espressa dal ministro non è di poco conto, non bisogna abbassare la guardia. In altre parole: “Proseguiamo per la nostra strada”, il suggerimento di Federico Grattarola (primo cittadino di Vignanello.)
I termini per produrre le osservazioni da parte dei tecnici saranno, nelle intenzioni di Romoli, restrittivi, per avere quanto prima tutto a disposizione.
Giuseppe Ferlicca
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