Città del Vaticano – Con la tradizionale formula “Extra omnes”, questa mattina si sono chiuse le porte della Cappella Sistina, segnando l’inizio ufficiale del conclave per l’elezione del nuovo papa. I 115 cardinali elettori, provenienti da ogni parte del mondo, si sono riuniti per scegliere il successore di Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco, che ha rinunciato al ministero petrino.
Si apre così una delle fasi più solenni e riservate della vita della Chiesa cattolica, un momento storico in cui la comunità ecclesiale si prepara ad accogliere un nuovo pontefice. La prima votazione è attesa già in giornata, ma come da prassi è raro che emerga un nome nei primi scrutini.
Il conclave si svolge secondo le regole stabilite dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II e integrata da Benedetto XVI. I cardinali, che devono avere meno di 80 anni per essere elettori, giurano segretezza assoluta e votano fino a quattro volte al giorno, due la mattina e due il pomeriggio, finché non si raggiunge la maggioranza qualificata dei due terzi.
All’esterno, in piazza San Pietro, fedeli e curiosi da tutto il mondo guardano al comignolo della Sistina in attesa del segnale più atteso: la fumata bianca che annuncerà l’elezione del nuovo vescovo di Roma.
Nessuna indicazione ufficiale è trapelata sul possibile orientamento del collegio elettorale. Le votazioni proseguiranno nei prossimi giorni, finché non emergerà il nome del 267esimo papa della Chiesa cattolica.
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