Civita Castellana – I carabinieri
Civita Castellana – (sil.co.) – Investì la ex in retromarcia nel vialetto della suocera, condannato a sette mesi. Si è chiuso ieri davanti al giudice Jacopo Rocchi il processo a un uomo imputato di lesioni con l’aggravante dell’uso della macchina come arma: uno strumento atto a offendere per fare del male alla vittima.
I fatti risalgono alla mattina del 4 aprile 2021 e sono avvenuti in un centro del comprensorio di Civita Castellana, per la precisione nel vialetto di casa della ex suocera, dove si era trasferita la ex moglie con la figlioletta dopo la separazione.
Al culmine dell’ennesimo litigio, dopo essere piombato a casa della ex, facendo irruzione in auto sul viale, l’uomo secondo l’accusa le avrebbe dato della “bastarda” da dentro la macchina, al che lei si sarebbe avvicinata al finestrino di guida urlandogli: “Cosa hai detto?”. Lui a quel punto l’avrebbe investita in retromarcia, agganciandola con lo specchietto retrovisore e lo sportello, mentre innestava la prima per andarsene.
Sul posto intervennero i carabinieri del radiomobile di Civita Castellana e la donna fu portata al pronto soccorso, dove le furono riscontrate lesioni a spalla, cervicale, gomito e mano guaribili in dieci giorni, passati i quali avrebbe continuato ad avere dolori al gomito e a un ginocchio per cui alla prognosi iniziale si sono aggiunti ulteriori 20 giorni.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
