Civita Castellana – (sil.co.) – Investe la ex in retromarcia, contestata l’aggravante dell’uso della macchina come arma a un imputato di lesioni gravi, per avere utilizzato la vettura come uno strumento atto a offendere per fare del male alla vittima.
Violenza – immagine di repertorio
E siccome l’imputato non era presente all’udienza di ieri, il giudice Jacopo Rocchi ha disposto che la riqualificazione del reato chiesta dall’accusa gli venga comunicata dalla polizia giudiziaria, in vista della prossima udienza, concedendo i termini a difesa chiesti dalla sua legale in seguito all’aggravamento della posizione dell’uomo.
La vittima e sua madre hanno testimoniato in aula i fatti, avvenuti nel comprensorio di Civita Castellana il 4 aprile 2021. È emerso così che la ex dell’imputato, finita in ospedale, è stata refertata con una prognosi iniziale di dieci giorni, ai quali se ne sono aggiunti altri venti prescritti dal medico curante.
Al culmine dell’ennesimo litigio, dopo essere piombato a casa della ex, facendo irruzione in auto sul viale, l’uomo le avrebbe dato della “bastarda” da dentro la macchina, al che lei si sarebbe avvicinata al finestrino di guida urlandogli “cosa hai detto?”. Lui a quel punto l’avrebbe investita in retromarcia, agganciandola con lo specchietto retrovisore e lo sportello, mentre innestava la prima per andarsene.
“Quando ho sentito la botta, mi sono aggrappata – ha spiegato la parte offesa – se non si fosse trovato davanti il muro, mi avrebbe trascinata chissà dove. Costretto a fermarsi mi ha detto che ero una pazza e che mi ero buttata sotto la sua macchina”. Una versione confermata dalla madre della donna, che era presente ai fatti.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del radiomobile di Civita Castellana e la donna è stata portata al pronto soccorso, dove le sono state riscontrate lesioni a spalla, cervicale, gomito e mano guaribili in dieci giorni, passati i quali avrebbe continuato ad avere dolori al gomito e a un ginocchio per cui alla prognosi iniziale si sono aggiunti ulteriori 20 giorni.
“Dopo il violentissimo episodio sfociato nell’ennesima querela, ho messo le telecamere, che non gli impediscono,a tutt’oggi, di passare facendo gestacci, cui non rispondo”, ha spiegato la vittima, dicendo al giudice di sentirsi tuttora perseguitata dall’ex convivente con cui ha in comune una figlia.
Il processo riprenderà a giugno, quando è prevista anche la discussione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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