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Viterbo - La sindaca Frontini: "Un modo di dire grazie per il lavoro svolto quotidianamente" - il presidente Rocca: "Volontari saranno sempre portatori di valori fondamentali"

Bandiera esposta, comune e regione illuminati di rosso per la giornata mondiale della Croce Rossa

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Viterbo - Bandiera Cri a palazzo dei Priori

Viterbo – Bandiera Cri a palazzo dei Priori

Viterbo – Bandiera sulla facciata di palazzo dei Priori stasera illuminato di rosso per la giornata mondiale della Croce Rossa. Così anche in regione, per celebrare l’8 maggio.

“La città di Viterbo celebra la Giornata mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna rossa – spiegano dal comune –  Lo fa in questo 8 maggio, nell’anniversario della nascita del fondatore Henry Dunant, esponendo sulla facciata di Palazzo dei Priori la bandiera della Croce Rossa e illuminando di rosso il Palazzo Papale.

“Questa importante ricorrenza – spiega la sindaca Chiara Frontini – è l’occasione per esprimere tutta la nostra gratitudine alla Croce Rossa Italiana, per il prezioso e quotidiano impegno profuso nel mondo. In particolar modo voglio rivolgermi al comitato di Viterbo della CRI, alla presidente Cristina Bugiotti e a tutti i volontari che quotidianamente si distinguono per l’indispensabile supporto alla comunità”. Nei giorni scorsi la presidente CRI del comitato di Viterbo Bugiotti ha consegnato alla sindaca Frontini la bandiera affinché venisse esposta in questa giornata sulla facciata di Palazzo dei Priori. Presente per l’occasione anche il consigliere comunale delegato ai rapporti istituzionali e alle politiche per la sicurezza integrata Umberto Di Fusco.

La bandiera CRI è inoltre esposta sulla facciata del palazzo della prefettura e su molti edifici comunali del territorio provinciale.

“Ringrazio il Comune di Viterbo per la costante attenzione e sensibilità dimostrate nei confronti della Croce Rossa di Viterbo – ha affermato la presidente CRI Comitato di Viterbo Bugiotti -. Collaborare con le istituzioni ci consente di essere ancora più vicini ai bisogni del nostro territorio, costruendo insieme una rete solidale capace di rispondere con umanità alle sfide del presente. Lo stesso ringraziamento lo rivolgo e lo estendo alla Prefettura di Viterbo. L’8 maggio, Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, ci ricorda il valore universale dei nostri sette principi e l’impegno quotidiano di milioni di volontari nel mondo: un’occasione preziosa per rinnovare il senso della nostra missione”.

Da oltre 160 anni a Viterbo, come nei Paesi di tutto il mondo dove è presente la CRI, gli uomini e le donne della Croce Rossa sono a fianco dei più vulnerabili e di chi soffre, svolgendo la loro opera protetti e distinti dall’emblema della Croce Rossa, su sfondo bianco, istituito dalle convenzioni di Ginevra.

Lo scorso anno, il consiglio comunale di Viterbo ha concesso la cittadinanza onoraria al comitato Croce Rossa Italiana di Viterbo con relativa iscrizione all’albo d’oro della città.

Questa sera, a partire dalle ore 20, in occasione della Giornata Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, la sede della Regione Lazio di via Cristoforo Colombo 212, sarà illuminata di rosso.

L’iniziativa, in collaborazione con Acea, ha l’obiettivo di celebrare e rendere omaggio all’impegno dei volontari dell’organizzazione umanitaria, che ogni giorno assistono le persone più vulnerabili.

“L’8 maggio segna una rivoluzione culturale: Henry Dunant fonda la Croce Rossa- spiega il presidente Francesco Rocca – l’organizzazione umanitaria più grande del mondo che ho avuto l’onore di guidare per molti anni e che, solo nel nostro Paese, conta oltre 150.000 volontari. Ma oggi il mio primo pensiero va a coloro che hanno perso la vita per portare soccorso. Perché sì, ci sono ancora troppe persone che muoiono per salvare vite. E accade spesso, in tutto il mondo. Penso agli otto medici della Mezzaluna rossa palestinese caduti in servizio a Rafah, nella striscia di Gaza, e a tanti altri, in diversi scenari e contesti. Volontari che indossavano con orgoglio un emblema che chiede rispetto. Non portavano armi, ma cure e conforto. Non cercavano gloria, ma donavano umanità.

C’è qualcosa che resta, più forte anche della morte. Quel coraggio silenzioso. Quel senso di missione che non si spegne. Quell’umanità che continua a camminare sulle gambe di ciascuna donna o uomo che indossi l’emblema universale. Quello spirito di servizio che rivedo ogni volta, dai teatri emergenziali all’assistenza ai grandi eventi come i funerali di Papa Francesco. Oggi, da Presidente della Regione Lazio e a nome di tutta la giunta, ringrazio i volontari dei nostri territori. Estendo l’affetto e la grande stima a tutti quelli del Paese e ai 16 milioni in tutto il mondo. Siete e sarete sempre portatori di valori fondamentali. Grazie e buon 8 maggio”.


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8 maggio, 2025

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