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Tribunale - Imputato un 45enne - Vittima una 42enne finita in ospedale due volte in un anno

Picchia la ex davanti al figlio di cinque anni, subito a processo per violenza domestica

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Viterbo – (sil.co.) – Il 26 luglio dell’anno scorso ha picchiato selvaggiamente la compagna, scaraventandola a terra e poi salendole sopra, davanti al figlioletto di cinque anni. Vittima una 42enne originaria dello Sri Lanka, finita due volte in un anno al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa da dove è stata dimessa con prognosi di 10 e 30 giorni. 


Tribunale - Nel riquadro l'avvocato Simone Bernini

Tribunale – Nel riquadro l’avvocato di parte civile della vittima, Simone Bernini


Ripresasi dallo shock e sporta denuncia, la donna si è costituita parte civile con l’avvocato Simone Bernini al processo col giudizio immediato che si è aperto ieri davanti al collegio in cui l’ex, un connazionale di 45 anni, deve rispondere di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza del minore e lesioni aggravate. 

Nel corso delle indagini è emerso che le condotte violente dell’uomo nei confronti della compagna andavano avanti da almeno un anno e che già il primo luglio 2023 la parte offesa era finita in ospedale dove le fu refertato un trauma cranico non commotivo con una prognosi di dieci giorni. L’estate scorsa ha riportato “abrasioni e contusioni multiple al capo, al collo e al torace con depressione reattiva e disturbi misti reattivi allo stress”.

I fatti sono avvenuti nel cuore del centro storico medievale di Viterbo, tra i quartieri di San Pellegrino e Pianoscarano, dove all’epoca la coppia viveva col figlioletto.  L’uomo, che avrebbe costretto la ex a un regime di vita umiliante e doloroso, l’avrebbe maltrattata abitualmente con insulti e botte, senza farsi scrupolo della presenza del figlioletto, che avrebbe assistito suo malgrado alle continue esplosioni di violenza del padre nei confronti della madre. 

Oltre al classico repertorio di insulti sessisti come “puttana, troia”, l’avrebbe anche minacciata con frasi tipo “tu parli troppo, ti darò una bella lezione”, aggiungendo parole tipo “non mi occuperò più di voi” per spaventarla e intimidirla.

Un atteggiamento vessatorio, fatto di aggressioni fisiche e verbali, sfociato la scorsa estate nell’allontanamento dalla casa familiare e nel divieto di avvicinamento alla parte offesa per cui già il 2 settembre, dopo poco pià do in mese dall’ultima aggressione, lo stesso procuratore capo Paolo Auriemma ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Viterbo il giudizio immediato. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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7 maggio, 2025

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