Viterbo – “Nel 1320 il cielo ha guardato questo pezzo di terra che è Viterbo ed è intervenuto”. Padre Giuseppe Caciotti, parroco della chiesa della Trinità, ricorda così il miracolo che ha dato origine al culto della Madonna Liberatrice, alla vigilia dei due appuntamenti più importanti dell’anno per gli agostiniani di Viterbo: la festa di santa Rita e la processione della Madonna Liberatrice.
Le celebrazioni iniziano oggi con la festa di santa Rita, che vedrà fin dalle prime ore del mattino centinaia di viterbesi recarsi al santuario della Trinità. Un fine settimana centrale per la vita del convento agostiniano, che culminerà sabato con la festa e la processione in onore della Madonna Liberatrice.
Un culto che affonda le sue radici nel 1320, quando – come racconta padre Giuseppe – “il cielo ha guardato questo pezzo di terra che è Viterbo ed è intervenuto”. La devozione è testimoniata tutto l’anno dalle preghiere lasciate ai piedi dell’immagine mariana, dipinta nel XIII secolo dai fratelli Donato e Gregorio d’Arezzo e diventata “Liberatrice” dopo l’evento miracoloso.
Viterbo – Padre Giuseppe Caciotti, parroco della chiesa della Trinità, nel suo orto
Padre Giuseppe è nel suo orto, luogo appartato ma nel cuore del centro storico, dove ci mostra la statua di santa Rita circondata dalle rose e la struttura a croce greca dello spazio verde, confinante con via Estrema, un tempo limite dell’abitato.
Come state vivendo questi giorni di preparazione alla grande festa di sabato?
“Con grande fermento – racconta padre Giuseppe – e con il coinvolgimento di molte persone della parrocchia, a cominciare dai portatori della macchina processionale seicentesca, che ringrazio. Un grazie anche ai giovani che decoreranno via Maria santissima Liberatrice, alle signore che cureranno la chiesa e gli addobbi, a chi garantirà il servizio d’ordine e al priore padre Vito Logoteto con i suoi collaboratori per la parte organizzativa”.
Viterbo – La macchina di Maria santissima Liberatrice
Che significato ha oggi festeggiare la Madonna Liberatrice?
“Significa camminare insieme animati dal desiderio di unità e di pace – afferma il priore padre Vito Logoteto – valori richiamati anche dal pontefice nel suo primo discorso. Chiediamo che la Madonna Liberatrice ci liberi dagli ostacoli che si frappongono tra noi e la realizzazione di questi ideali”.
Viterbo – Trinità – Il priore padre Vito Logoteto
Avete per la prima volta un papa agostiniano. Siete contenti?
“Siamo felicissimi – continua padre Vito – ma non lo viviamo come un privilegio, bensì come una grande responsabilità: siamo chiamati ancora di più a vivere i valori e la regola di sant’Agostino”.
Oggi alle 18,30 il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza celebrerà la messa per santa Rita al convento della Trinità. Il fine settimana si concluderà con la festa e la solenne processione della Madonna Liberatrice, protettrice della città, che partirà domenica alle 17,30 da piazza del Plebiscito.
Irene Temperini
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