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Civitavecchia - Il sindaco Marco Piendibene sulla tragedia consumata in via Gorizia nel primo pomeriggio - Tutti gli interventi delle istituzioni

“Siamo sconvolti, addolorati, indignati… Una vita spezzata dalla violenza, ancora una volta”

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Civitavecchia - Marco Piendibene

Civitavecchia – Marco Piendibene

Civitavecchia – “Oggi la nostra comunità è stata colpita da una tragedia inaccettabile: una donna di 47 anni è stata brutalmente uccisa in un nuovo, un tremendo femminicidio consumatosi proprio qui a Civitavecchia. 

Siamo sconvolti, addolorati, indignati. Una vita spezzata dalla violenza, ancora una volta. Una ferita che si apre nel cuore della nostra città, e che ci obbliga a riflettere e a reagire.
 
Non possiamo restare in silenzio: ogni singolo femminicidio è una sconfitta per tutti. È il segno di un sistema che deve essere cambiato radicalmente, partendo dall’educazione, dalla cultura del rispetto, dalla prevenzione e da un sostegno reale alle donne in difficoltà. Civitavecchia non dimenticherà e si unisce nel dolore e chiede giustizia e verità. 
 
A nome dell’amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza, esprimo grandissimo cordoglio e la più profonda vicinanza ai familiari e agli amici della vittima”.
Marco Piendibene
Sindaco di Civitavecchia

Vescovo Rizza: “Dobbiamo impegnarci tutti nell’ambito dell’educazione, del rispetto e della dignità di ogni persona”

La drammatica morte di due donne del nostro territorio, a Fregene e a Civitavecchia, ennesime vittime della violenza, ferisce profondamente tutta la nostra comunità. Esprimo a nome delle nostre Chiese la vicinanza al dolore dei cari e di tutte le persone colpite da queste due tragedie. Mentre ribadiamo la certezza della Risurrezione nella vita eterna, assicuriamo preghiere di suffragio per Stefania e Teodora. Dobbiamo impegnarci tutti nell’ambito dell’educazione, del rispetto e della dignità di ogni persona.
Chiediamo un impegno ulteriore alla comunità civile per creare le condizioni di una rinnovata pace sociale e per il superamento di tutte le forme di disagio che generano gesti incomprensibili e inaccettabili.

Diocesi di Civitavecchia e Tarquinia


Femminicidio a Civitavecchia, la Cgil: “Non si ferma la scia di sangue che segna il 2025, queste morti lasciano dolore, rabbia e impotenza”

Oggi a Civitavecchia si è consumato l’ennesimo femminicidio. Una cittadina bulgara di 47 anni, è stata brutalmente uccisa a coltellate dal compagno, Jose German Varela Luna, cittadino venezuelano di 54 anni. L’uomo intorno alle 14 si è presentato alla caserma dei carabinieri di zona e ha confessato di aver ucciso la compagna al culmine di una lite. I carabinieri, giunti sul luogo del delitto hanno trovato la donna morta con diverse ferite da arma da taglio.

Non si ferma la scia di sangue che segna il 2025, un anno in cui i femminicidi continuano a crescere, lasciando dietro di sé dolore, rabbia e impotenza. Le parole, ormai, sembrano vuote, mentre i numeri, purtroppo, parlano.

Dobbiamo dire basta con forza e determinazione; l’oramai intollerabile scia di sangue richiede un impegno a livello individuale, sociale e istituzionale per combattere le violenze di genere e combattere la cultura patriarcale che giustifica e perpetua forme di violenza e controllo sulle donne.

Ancora una volta una donna paga con la vita, spezzata da un atto di violenza inaudito, ancora una volta una tragedia ci spinge a riflettere sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione e contrasto alla violenza di genere che affligge la nostra società. È fondamentale educare al rispetto, sensibilizzare i cittadini, garantire un sistema di giustizia che sia efficace nel prevenire la violenza oltre che nel punire gli autori di questi crimini e nel proteggere le donne vittime di violenza.

Non possiamo permettere che questi atti di violenza continuino. Dobbiamo agire insieme, con decisione e determinazione, per costruire una società più sicura e rispettosa, dove ogni donna possa vivere libera da paura, violenza, sopraffazione, discriminazione e morte.

La segreteria della Cgil Civitavecchia Roma nord Viterbo


Emanuela Mari: “Femminicidio di Civitavecchia, un grido di dolore lancinante che non può essere più ignorato”

Ancora una volta, a distanza di pochi mesi, a Civitavecchia una donna è stata uccisa. La vicenda fa ancora più orrore perché il femminicidio è avvenuto in pieno giorno e in pieno centro. Non è un campanello d’allarme, questo è un grido di dolore lancinante che non può essere più ignorato.

Parallelamente al lavoro degli organi investigativi e giudiziari, lavoro che farà il suo corso, le istituzioni hanno il dovere – ciascuna per la sua parte – di analizzare minuziosamente la situazione e, laddove possibile, intervenire in termini di monitoraggio e prevenzione dei crimini di genere: l’impegno della Regione Lazio, con fondi senza precedenti stanziati sia per le pari opportunità che in ambito di contrasto alla violenza”. Così il consigliere regionale Emanuela Mari (Fratelli d’Italia).

Emanuela Mari
Consigliere regionale del Lazio
Presidente della Commissione consiliare
Affari europei e internazionali, cooperazione tra i popoli


“Di fronte all’ennesimo femminicidio non possiamo restare in silenzio, servono azioni concrete”

“Ancora una volta ci ritroviamo a piangere una donna, vittima dell’ennesimo, orribile femminicidio. Una tragedia che si è consumata nel cuore della nostra città, a pochi passi dalla cattedrale, dove una donna di 47 anni, di origine bulgara, è stata brutalmente uccisa con tre colpi al torace all’interno di una palazzina in via Gorizia.

Non bastano le leggi, le pene più severe, le risorse investite: la violenza di genere continua a colpire, senza tregua, lasciando dietro di sé dolore, rabbia e un senso profondo di impotenza. Di fronte a questo nuovo orrore, non possiamo restare in silenzio.

Esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia della vittima, ai suoi cari e a tutte le persone colpite da questa tragedia. Ogni femminicidio è una ferita inferta alla nostra comunità, un fallimento collettivo che ci impone di continuare a lottare, con più forza, con più determinazione, affinché nessuna donna debba più temere per la propria vita.

La violenza sulle donne non è un fatto privato: è un’emergenza pubblica che chiama in causa ciascuno di noi. È il tempo della responsabilità, della cultura del rispetto, della prevenzione concreta. Non c’è più spazio per l’indifferenza”.

Marietta Tidei
Consigliera regionale


– Femminicidio a Civitavecchia, uccisa con tre coltellate al petto


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15 maggio, 2025

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