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Città del Vaticano - Verso il conclave che inizierà il 7 maggio

Totopapa, i tre moschettieri italiani

di Thomas Moore
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Pietro Parolin, segretario di stato della Santa Sede

Pietro Parolin, segretario di stato della Santa Sede

Città del Vaticano – A sette giorni dall’apertura del conclave, cercare di capire chi potrà essere il nuovo pontefice è esercizio di molti. È previsto un primo voto, mercoledì 7 maggio nel pomeriggio. Il giorno dopo, due voti la mattina e due al pomeriggio. Ratzinger fu eletto al quarto scrutinio e Bergoglio al quinto. Bisogna tornare all’ottobre del 1978, quando Karol Woytila venne scelto il terzo giorno. Per questo, l’8 maggio è la data favorita da chi scommette su quando sarà eletto il nuovo papa.

Sono tre i nomi degli italiani più battuti dalle agenzie e riportati da analisti e commentatori. Matteo Maria Zuppi, tra i fondatori della Comunità di Sant’Egidio, mediatore per la pace in Mozambico, è arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale, non sa più cosa fare per tirarsi fuori da una corsa dove si ritrova non volendo. Sta bene dove sta, godendosi la libertà di dire quello che pensa, mentre è impegnato a coordinare la chiesa italiana.

Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, somma il profilo da studioso a quello di mediatore. Avendo da poco compiuto 60 anni, viene reputato troppo giovane. Personalità carismatica, gode del sostegno dei francescani. Per il ruolo che ricopre, ha frequenti rapporti con Hamas e rischia di essere oggetto di attacchi subdoli, non a caso qualcuno si è già premurato di far arrivare ai giornali una sua foto con Arafat.

Comincia sempre di più a consolidarsi l’ipotesi Pietro Parolin, Segretario di Stato, originario di un paesino in provincia di Vicenza. Veneto come l’ultimo papa italiano, Albino Luciani, come San Pio X, altro importante papa di inizio Novecento, nato a pochi chilometri dal paese natale di Parolin. In questi giorni, si è fatto apprezzare per la rapida soluzione del caso Becciu, autoesclusosi dal conclave. Come capo della diplomazia vaticana, ha dato prova di ampia capacità di manovra e sensibilità politica: sarebbe un ponte importante verso Oriente, avendo gestito i rapporti con la Cina. Viene accreditato di un considerevole pacchetto di voti (fra 40 e 50, ne servono 89).

Ma sette giorni sono lunghi e già nel 2013 Angelo Scola era strafavorito per succedere a Ratzinger. Non è facile immaginare che si torni a un pontefice italiano. Tradizionalmente, inoltre, i porporati italiani hanno più propensione alla Segreteria di Stato.

Siamo solo all’inizio di un percorso, i cardinali si stanno conoscendo, con episodi anche simpatici, tra frigobar svuotati e relativo conto da saldare – con grande sorpresa del diretto interessato che pensava fosse tutto gratuito- e il caso di un cardinale africano che non si sa bene quanti anni abbia, se 79 o 80, da cui dipende la sua partecipazione o meno al conclave.

Thomas Moore


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1 maggio, 2025

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