Viterbo – Sfalci in ritardo e fatti male, parchi invasi dalle sterpaglie e bambini costretti a giocare altrove. Cani che scompaiono nelle selve oscure. L’erba a Viterbo è diventata un vero flagello e la sindaca Frontini dimostra di ignorare ogni criterio di programmazione.
Come ogni anno, si interviene sul verde quando la primavera è ormai finita. Con affidamenti inutili dell’ultimo momento. Una routine dell’inefficienza che conferma l’incapacità amministrativa della giunta Frontini. E i cittadini pagano, letteralmente, il prezzo di un’amministrazione assente.
Erba alta alla scuola di Tobia
C’è qualcosa di profondamente scoraggiante nel vedere una città piegata su sé stessa per colpa di un problema tanto semplice quanto irrisolto: lo sfalcio dell’erba. Sì, tagliare l’erba. Una questione di ordinaria amministrazione che a Viterbo, da anni, diventa emergenza. E puntualmente a primavera inoltrata – quando i giochi nei parchi sono ormai sepolti dalle sterpaglie – arriva qualche affidamento tardivo, come una toppa messa su una diga che ha già ceduto.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i bambini non riescono neppure ad avvicinarsi alle altalene, i cani si smarriscono nei cespugli, e le aree verdi sembrano più foreste abbandonate che spazi pubblici. I cittadini ci mandano foto ogni giorno, segnalazioni indignate, documenti di un disagio diventato ormai sistemico. Una vera valanga di indignazione. Che ormai abbiamo rinunciato in gran parte a pubblicare. Tanto la sindaca Frontini non sente, non vede, non parla, anzi non programma. Ai cittadini diciamo di inondare i social con la loro indignazione, cosa che in realtà già fanno.
Grotte Santo Stefano – L’area cani inaccessibile per l’erba alta
Non si tratta di un caso. È la riprova, l’ennesima, di una profonda incapacità amministrativa. Quella di un’amministrazione che naviga a vista, senza una pianificazione, senza un calendario, senza nemmeno la decenza di comunicare ai cittadini con quali criteri si intervenga. E al centro di questa macchina inceppata c’è sempre lei, la sindaca Chiara Frontini. Una figura che, con uno stipendio lordo che sfiora i 10mila euro al mese, dovrebbe garantire efficienza e programmazione. Invece, garantisce solo silenzio e disservizi.
A Viterbo il verde pubblico è diventato un enigma. Altre città in Europa – anche molto più grandi – programmano lo sfalcio a rotazione, comunicano, aggiornano, intervengono. Usano mezzi adeguati al taglio dell’erba. Non vanno col decespugliatore da giardino. Qui, invece, si lascia che la vegetazione cresca senza controllo, in attesa che qualcuno, un giorno, decida dove e come tagliare. A occhio. A caso.
E allora viene da chiedersi se non sia questa, in fondo, la cifra più autentica dell’incapacità amministrativa frontiniana: l’impossibilità di occuparsi anche solo delle cose più basilari. Se non si riesce a garantire ai bambini un parco accessibile a maggio, cosa ci si può aspettare su temi più complessi? Urbanistica? Cultura? Welfare?
Forse la sindaca Frontini immagina una città dove i bambini giocano solo in inverno, con i cappotti. Dove l’erba alta fa parte del paesaggio urbano. Dove ogni problema, anche il più semplice, viene ignorato e quindi non esiste. Frontini sembra vivere in una città di fantasia, dove tutto funziona. Dove si passa da una inaugurazione del nulla a una conferenza stampa che annuncia il solito grande evento degno solo di una parrocchietta di provincia. Con tutto il rispetto per le parrocchie che sono una cosa seria, rispetto all’amministrazione Frontini.
E se la primavera è ormai andata, quello che resta è l’ennesimo segnale di una Viterbo lasciata sola. Ostaggio dell’erba e dell’incapacità amministrativa.
Alla sindaca Frontini suggeriamo una bella conferenza stampa sul verde pubblico e sullo stato di degrado della città. Sarebbe la prima cosa seria di questa amministrazione. Ma uno il coraggio non se lo può dare.
Carlo Galeotti
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