Viterbo – “Dignità e diritti dei braccianti, questa manifestazione è solo l’inizio di una battaglia che deve coinvolgere tutti”, i segretari generali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Lega comunale, rispettivamente Massimiliano Venanzi, Andrea Piferi e Antonio Biagioli. Oggi pomeriggio a piazza Dante la manifestazione degli operai agricoli della Tuscia.
Tanti i lavoratori in piazza. Con loro anche l’assessore alla qualità degli spazi urbani del comune Emanuele Aronne, le consigliere comunali Francesca Sanna e Alessandra Troncarelli, la segretaria provinciale del Pd Manuela Benedetti e Francesco Boscheri del Pd del Lazio.
Una manifestazione che, per la prima volta, ha visto uniti in piazza i sindacati dei braccianti agricoli, il comitato No scorie nucleari con il presidente del Biodistretto della via Amerina e delle Forre Famiano Crucianelli, la Rete degli studenti medi e del sindacato PerCorso con Lucia Ferrante.
“La vostra battaglia e la nostra contro le scorie nucleari – dice Crucianelli – è un’unica battaglia. Una battaglia che deve vedere la convergenza di tutto il mondo agricolo. Ed è fondamentale che giustizia sociale e diritti siano riconosciuti all’interno di tutto il mondo agricolo”.
L’11 maggio a Corchiano una grande manifestazione contro le scorie nucleari cui parteciperanno anche i braccianti della Tuscia.
“I lavoratori agricoli devono avere un’importanza primaria nella vita politica e sociale del territorio della Tuscia – sottolinea Venanzi -. Ogni singola provincia ha il suo contratto provinciale. Come sindacati abbiamo sottoscritto un accordo con le organizzazioni datoriali. Un accordo innovativo. Abbiamo previsto anche un premio di produttività e questo significa chiedere alle aziende che hanno guadagnato il riconoscimento ai lavoratori parte di quel guadagno”.
“La difficoltà del lavoro agricolo – continua Piferi – non sta solo nella fatica fisica, nel lavoro che non conosce pause, che ti fa piegare la schiena, ma anche nella precarietà delle condizioni in cui viene svolto. Le lunghe giornate nei campi, le stagioni incerte, il rischio di infortuni e malattie professionali sono il pane quotidiano dei braccianti. A questo si aggiunge un mercato del lavoro instabile, che non garantisce la dignità che ogni lavoratore merita”.
A moderare l’incontro Daniele Camilli della Uila. “Alzate la testa – aggiunge Camilli rivolgendosi ai braccianti -. Fatelo nelle aziende, nei quartieri, fatelo in città e ovunque vi trovate. Alzate la testa ed insegnatelo alle vostre figlie e ai vostri figli”.
“Oggi – prosegue Ferrante – come comunità studentesca delle scuole e delle università, siamo in piazza al fianco dei braccianti per ribadire con forza il nostro sostegno alle loro lotte. Una lotta che portano avanti ogni giorno, nei campi, nei luoghi di lavoro, e nelle piazze come questa. Siamo qui per ribadire un concetto per noi fondamentale: studenti e lavoratori uniti nella lotta. Perché non possiamo immaginare un mondo libero se parliamo di giustizia sociale. Questo lo possiamo fare lottando insieme facendo convergere la battaglia nei luoghi del sapere, nei luoghi del lavoro, nei territori”.
“La giustizia sociale è fondamentale – conclude Biagioli -. Questo è un inizio e dobbiamo mettere insieme una battaglia per i diritti e la dignità dei braccianti. Una battaglia che deve coinvolgere il mondo del lavoro, i quartieri, la città, la società in generale. Una battaglia che deve coinvolgere tutti e che deve riguardare una giusta retribuzione, tempo di vita e di lavoro, i trasporti, le abitazioni, la burocrazia per ottenere i ricongiungimenti familiari, i permessi di soggiorno, i documenti. Una battaglia che ci deve vedere uniti e che deve coinvolgere anche le organizzazioni datoriali e tutte le realtà del territorio”.
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