Caprarola – “Mi hanno assassinato anche la gattina grigia, la terza nel giro di pochi giorni”. Erano due cuccioli e una gatta adulta che Maurizio Acciarino accudiva, dando loro cibo e ricevendo in cambio affetto e amore.
Con un post sui social, una lettera al sindaco di Caprarola, dove vive, segnalazioni alla Forestale e poi anche una denuncia, ha voluto segnalare quanto gli è accaduto.“Accudivo tre gatti di strada, assassinati nel giro di pochi giorni”. Con loro c’era anche la madre.
Rabbia e dolore nelle sue parole. Acciarino, 55 anni, vive a Caprarola da 11. “Dall’inizio dell’inverno – racconta nella lettera al sindaco – ho cominciato a dare da mangiare a una giovanissima, magrissima mamma gatta nera, che moriva di fame.
Col passare dei giorni, mamma gatta ha portato con sé prima uno, poi due e infine i suoi tre pargoli, che ho nutrito e accolto nella mia vita con grande entusiasmo. Erano piccini, come la mamma inavvicinabili, affamatissimi”.
Acciarino si affeziona, dà loro un nome. Bianconera, Neruzzo, Grigiotti. “Quando avevano fame si arrampicavano come scimmiette, Bianconera e Neruzzo, sulla porta metallica e così io li sentivo, entravano in casa a razzo, esploravano le poche stanze e la cosa mi metteva di buon umore, veder girare queste anime pure per casa era uno spettacolo”.
Al gruppo si aggiunge un’altra gatta, Principessa. Fino a quando non accade l’impensabile.
“Caro sindaco – continua Acciarino – nella sua città qualche squilibrato mi ha accoppato tre mici. Il 19 maggio mi accoppano Neruzzo, trovato morto come se gli avessero dato un calcio in bocca o una mazzata violenta sul muso, a vedere la postura del piccolo cadaverino. Il 27 maggio mi freddano Principessa, che ritrovo sul pianerottolo di casa distesa con una zampa rotta.
Ieri mattina una signora mi avverte che hanno ucciso anche il cuore della mia vita, la gattina Grigiotti, evidentemente in malo modo, perché la signora quasi tremava nel darmi la notizia.
Non ho avuto il coraggio di andare a vedere, temevo di collassare o svenire”. Adesso Acciarino si aspetta che qualcuno faccia luce su un gesto disumano nei confronti di creature indifese.
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