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TusciaPride - Contestata la provincia per non aver dato il patrocinio - FOTO E VIDEO

Bandiere, musica e parole per i diritti di tutti e contro l’odio

di Mirko Giuggiolini - Vicepresidente TusciaPride
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Viterbo – È stato un TusciaPride, per come consegnato dalle immagini e dal vissuto reale, ad ampia partecipazione, con numerose soggettività sia singole che aggregate che hanno scelto di prendervi parte, con una cura ai dettagli ragionata e attenta.


 – Il Tusciapride è un imperativo morale di Irene Temperini


Anche quest’anno il TusciaPride ha rafforzato la propria connessione e la propria sinergia con il territorio: lo dimostrano innanzitutto le attività commerciali che hanno scelto di sostenere la manifestazione, fra cui Local, il Gargolo, il Pellegrino e il Mini Palace Hotel, che hanno contribuito al pride e che si sono prese cura della zia Priscilla.

Viterbo - Il TusciaPride - Mirko Giuggiolini

Viterbo – Il TusciaPride – Mirko Giuggiolini


Lo dimostra anche la scelta, mossa dal dolore, di iniziare il corteo porgendo la solidarietà di tutta la comunità queer e trans* alla comunità dell’università della Tuscia per il recente incendio che ha colpito il dipartimento di agraria.

L’elemento contraddistintivo di questa edizione del TusciaPride – elemento appartenente al pride per sua natura in generale – è stato quello di concepire la manifestazione come una piattaforma collettiva, libera e aperta, in cui chiunque potesse scegliere come meglio caratterizzare la propria presenza all’interno dell’evento.


Da qui, evidentemente, la comparsa lungo il corteo di numerose bandiere della Palestina: il pride, che prim’ancora di essere organizzazione è soprattutto movimento – e i movimenti non nascono dalle pianificazioni ma dallo sgorgare prorompente dei singoli sentire individuali –, ha scelto di schierarsi dalla parte del popolo palestinese e contro le atrocità che quest’ultimo sta subendo dal governo e dalle forze armate israeliane.

Tale scelta è emersa senz’altro dall’intervento – libero e autodeterminato – pronunciato da Priscilla, zia del TusciaPride, ma si è affermata con ancora più forza per via della decisione, compiuta dallə singolə e dalle associazioni, di partecipare alla manifestazione portando con sé i simboli della Palestina.

Viterbo - Il TusciaPride - La drag queen Priscilla

Viterbo – Il TusciaPride – La drag queen Priscilla


È stata dunque una presa di posizione concepita innanzitutto nell’intimità delle coscienze individuali e poi riversata, con la somma di tutte le coscienze, nello spazio collettivo.
Anche le persone queer e trans*, in passato come nel presente, hanno subito e subiscono persecuzioni e violenze per la sola ragione di esistere: basti pensare all’omocausto, ovvero la deportazione di migliaia di omosessuali nei campi di concentramento nazisti, oppure al fatto che l’omosessualità costituisce reato ancora in 61 paesi del mondo.

Con questa storia collettiva e personale alle spalle, le persone queer e trans* non possono fare a meno di stare al fianco di chi subisce violenza sulla base della propria identità, come appunto sta accadendo al popolo palestinese.

Il TusciaPride, quest’anno, è stato particolarmente animato dallə giovani e dallə studentə, forse più che nell’anno scorso, con una presenza forte sia individuale che organizzata grazie all’opera delle organizzazioni studentesche del nostro territorio aderenti al pride, la rete degli studenti medi e Percorso – unione degli universitari Viterbo.
Ciò dimostra che la lotta per i diritti e per il contrasto all’odio sta a cuore alle nuove generazioni.

Viterbo - Il TusciaPride 2025

Viterbo – Il TusciaPride 2025


Inoltre, il pride è stato in grado di costruire uno spazio di aggregazione politico-valoriale, fondato sui principi del rispetto dei diritti umani e del contrasto ad ogni forma d’odio, sicuro, inclusivo e largo.

Il concerto del TusciaPride, ad accesso gratuito e svoltosi la notte del 7 giugno a piazza Dante, ha radunato centinaia di giovani offrendo loro un’opportunità di divertimento e raduno inclusiva, in parte in risposta anche all’assenza di un’adeguata offerta culturale giovanile nel nostro territorio.

Al pride hanno aderito e partecipato il comitato provinciale dell’associazione ricreativa culturale italiana, la rete degli studenti medi, Percorso – unione degli universitari Viterbo, l’associazione nazionale partigiani d’Italia, Unisco, l’Altrocircolo – circolo culturale d’iniziativa omosessuale, la confederazione generale italiana del lavoro, il sindacato pensionati italiani, l’associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà, l’unione italiana del lavoro, l’unione italiana dei lavoratori agroalimentari, l’unione italiana del lavoro scuola, il movimento Pop, Erinna, Kyanos, Parva, Campo di Marte, Viterbo con amore, la casa dei diritti sociali della Tuscia, il coordinamento antimafia dell’Alto Lazio, Esedomani Terni, Omphalos, il circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli”, Gender X, Famiglie Arcobaleno, Agedo e Gaynet.


Aderenti al pride anche il Partito democratico, i giovani democratici, Sinistra italiana, il Movimento 5 stelle e Italia viva.
Presenti, oltre alle rappresentanze di tali partiti, anche il vicesindaco di Viterbo Alfonso Antoniozzi e diversi consiglieri comunali di maggioranza. La sindaca Chiara Frontini ha portato i suoi saluti prima della partenza.

Il pride del 2025 è stato, anche in virtù delle numerose adesioni da parte di tante realtà organizzate del nostro territorio, un pride fortemente intersezionale: tante lotte diverse hanno trovato espressione all’interno della manifestazione. 

Viterbo - TusciaPride 2025

Viterbo – TusciaPride 2025


Chi ha partecipato ha avuto modo di udire l’intervento della zia Priscilla e poi quello dell’associazione ricreativa culturale italiana, che hanno toccato molti temi sociali nonché la questione palestinese, e in seguito gli interventi della Confederazione generale italiana del lavoro, del Sindacato pensionati italiani, dell’unione italiana del lavoro e dell’Unione italiana dei lavoratori agroalimentari per quanto riguarda i diritti dellə lavoratorə, dellə pensionatə e dellə braccianti; l’intervento dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia sui valori della Resistenza e dell’antifascismo; quello della presidente di Kyanos e della responsabile del centro antiviolenza Penelope, Marta Nori; quello di Unisco sulla cooperazione internazionale.
È stato un TusciaPride, quindi, davvero per i diritti di tuttə e dove hanno trovato voce i desideri di tanti segmenti di popolazione diversi.

Alla fine della fiera le amministrazioni comunali che hanno patrocinato il pride sono state 30, più che nel 2024.
È mancato il patrocinio della provincia di Viterbo. Ciò ha portato il corteo, con via Cavour gremita di persone, a esclamare fischi e urla di dissenso contro l’amministrazione provinciale.
Come è stato detto da Elio Petroselli, del Tusciapride, dal carro: “La provincia ha scelto di restare indifferente mentre le nostre sorelle queer e trans* vengono aggredite per strada. La provincia, politicamente, ha scelto di ignorare le violenze che quotidianamente subiamo. La provincia ha scelto di non stare dalla parte della Costituzione e di stare, invece, dalla parte degli omofobi”.

La storia ci restituirà il bilancio di questo specifico pride e degli altri.
Fatto sta che il cambiamento già si percepisce, e una Tuscia più inclusiva, libera e attraversabile da tutte le soggettività, sta già diventando lentamente realtà.

Mirko Giuggiolini
vicepresidente Tusciapride

 

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9 giugno, 2025

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