Viterbo – “Apprendiamo con rabbia e con dolore la notizia dell’aggressione di una nostra sorella trans viterbese avvenuta negli ultimi giorni a Roma”, dichiara Mirko Giuggiolini, vicepresidente del TusciaPride.
Viterbo – Il vice presidente di TusciaPride Mirko Giuggiolini
“Dall’inizio del 2025 finora si sono verificate su tutto il territorio nazionale almeno 28 aggressioni omotrans*fobiche, considerando solo le violenze dichiarate. In sostanza, più di una a settimana”, continua ancora Giuggiolini.
Da un report di Omofobia.org, in particolare, si evince che le donne trans* sono esposte al rischio di essere aggredite dodici volte di più rispetto agli uomini cisgender. Inoltre, tra maggio 2024 e aprile 2025 in tutta Italia sono state registrate 105 aggressioni a sfondo omotrans*fobico, per un totale di vittime coinvolte pari a 154.
A questi episodi vanno aggiunte tutte le discriminazioni e le violenze sommerse che le persone queer e trans* subiscono quotidianamente nelle famiglie, a scuola, in strada e nei luoghi di lavoro, anche nel nostro territorio.
“Siamo stanchɜ di subire violenza sui nostri corpi. Siamo stanchɜ di vedere le nostre esistenze delegittimate a esistenze di serie B. Siamo esseri umani e pretendiamo rispetto. Anche per questo il 7 giugno scenderemo in piazza con il TusciaPride: per affermare le nostre esistenze e il nostro diritto all’autodeterminazione e per esprimere con forza tutta la nostra rabbia” conclude Giuggiolini.
Il TusciaPride, che quest’anno tornerà ad inondare le strade del centro storico di Viterbo di musica, colori e diritti, è previsto per il 7 giugno.
Il Pride è sia una festa che una protesta: si scende in piazza per esprimere con orgoglio le proprie identità e per reclamare con rabbia i diritti ancora oggi non riconosciuti alle persone queer e trans*.
Il Pride è una manifestazione per la promozione dei diritti umani e per il contrasto ad ogni forma d’odio. TusciaWeb è media partner del TusciaPride. Dal 4 al 6 giugno, inoltre, si svolgerà presso il chiostro del centro giovani di Viterbo “Lo Spiffero” il Pride Village, con in programma anche una serie di talk di sensibilizzazione sulle tematiche della comunità queer e trans*.
Articoli: Transgender viterbese picchiata fuori da un locale a Roma – Tusciapride: “Aggressione a due donne transgender, alcuni giornali hanno raccontato l’accaduto con espressioni volgari e non rispettose…” – Emanuel Alison Flamini “Aggressione transfobica, fatto riprovevole che rimanda a scenari cupamente medievali” – Giulia, la ragazza trans aggredita dal branco, in tv: “In dieci si sono scagliati contro di noi…” – “Fa piacere la vicinanza della sindaca Frontini, la invitiamo a proseguire nel percorso appena iniziato per cancellare ogni forma di violenza dal territorio…” – Luigi Telli: “Condanniamo l’aggressione, qualche silenzio fa riflettere” – Manuela Benedetti: “Esprimiamo solidarietà e vicinanza a Giulia e Alessia, condanniamo con fermezza questa violenza” – La sindaca Chiara Frontini: “Atto di violenza che è un attacco a principi d’inclusione e uguaglianza che guidano la nostra società” – Mirko Giuggiolini: “Aggressione transfobica: basta con la violenza sui nostri corpi, non lo possiamo più tollerare” – Massimo Erbetti (M5S): “Aggressione transfobica in piazza: vogliamo una legge, in troppi pagano le mancanze di un governo che non difende tutti i cittadini…” – Enrico Mezzetti (Anpi): “Aggressione transfobica in piazza, sconfortante apprendere che la gente ha lasciato fare senza intervenire” – Mirco Luzi, sindaco di Castiglione in Teverina: “Condanno fermamente l’atto di intolleranza e di violenza” – Forza Italia: “Solidarietà alla persona aggredita, ripudiamo ogni forma di violenza” – Arcigay: “Spirale di odio alimentata da narrazione politica che guarda alle diversità come un pericolo” – “Siamo state aggredite da un branco di ragazzi, l’unica domanda che si facevano era se fossimo donne o trans”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
