Civita Castellana – “Giovanni era prima di tutto mio padre. Poi era anche un imprenditore illuminato, avanti per i tempi in cui viveva”, il ricordo del capostipite dei Colamedici nelle parole della figlia Lauretta, durante la presentazione del concerto, giunto alla ventunesima edizione, che ogni anno ricorda una delle figure più importanti del settore industriale civitonico.
Sono state le parole di Lauretta Colamedici ad aprire la presentazione di Fioriture, concerto omaggio alla memoria di Giovanni Colamedici, da sempre figura di spicco dell’industria civitonica. “L’idea del concerto nasce proprio dal legame tra la mia famiglia e quella di Enrico, i Mazzoni, sin dal 1970. Un legame di amicizia e riconoscenza che ha saputo trasformarsi in un gesto costante di mecenatismo culturale. Questo concerto è nato da una frequentazione antica, dalla stima, dall’amicizia. E continua a vivere perché quella stima è rimasta intatta. Giovanni era mio padre, prima di tutto, ma era anche una persona avanti per i suoi tempi, capace di investire e creare lavoro ma anche di guardare oltre, di immaginare un orizzonte più largo del suo tempo”.
“Per me è una soddisfazione immensa – le dichiarazioni di Enrico Mazzoni – quest’anno inizia un nuovo corso perché io e Alberto abbiamo esclusivamente un ruolo organizzativo per far fare al concerto il salto di qualità che merita. Tutto è nato nel 2004 come scommessa, eravamo pieni di entusiasmo e da lì l’intuizione”.
Gli fa eco Alberto Poli: “In questi anni abbiamo avuto la libertà di sperimentare, e volevamo restituire questa opportunità ai giovani. Abbiamo voluto trovare degli alter ego, e li abbiamo trovati più bravi di noi. Fioriture e’ azzeccatissimo, i giovani si stanno affacciando e hanno bisogno di sostegno,in musica la fioritura è ciò che abbellisce”.
Non a caso Fioriture è il titolo scelto per l’edizione 2025 del “Concerto Giovanni Colamedici”, che quest’anno cambia volto senza perdere tuttavia le sue solide radici. Dove le radici sono rappresentate dai maestri Enrico Mazzoni e Alberto Poli, il duo de Le Metamorfosi Musicali, direttori artistici della manifestazione che da 21 anni si tiene a Sassacci nell’ambito dei festeggiamenti per il patrono San Luigi, santo protettore dei giovani. E giovani, anzi giovanissimi, saranno i protagonisti del concerto che si terrà domenica 22 giugno alle 18,30, nella chiesa di San Luigi a Sassacci.
Giovani ai quali Mazzoni e Poli hanno deciso di cedere quest’anno la scena, inaugurando un nuovo corso che chissà non debba in futuro sfociare in un festival dedicato ai talenti e alla meglio gioventù musicale del territorio. “Un salto meritato – ha spiegato Mazzoni – perché il concerto dopo ventun anni può permettersi di restituire quello che ha ricevuto. Ed è giusto che ora siano i giovani a esprimere la loro voce”.
Sulla scena si alterneranno l’ensemble vocale Fire Roses & Co., fondato e diretto da Antonella Bernardi, formato da ragazze tra i 16 e i 33 anni, i fratelli violinisti Matteo e Gabriele Lucarelli, e il pianista Simone Mechelli.
Mazzoni e Poli, che quest’anno resteranno dunque dietro le quinte, hanno precisato come la scelta degli artisti non sia frutto di selezioni o bandi, ma di incontri musicali spontanei. “È un passo avanti – ha precisato Poli – ma con il piede posteriore ben piantato a terra”.
Il programma alternerà brani classici, da Bach a Beethoven, con repertori contemporanei, tra cui una composizione originale del maestro Stracchi scritta per le Fire Roses & Co. L’ensemble, che in meno di un anno ha già vinto un premio assoluto a Roma ed è finalista al concorso Lazio Sound, proporrà un percorso vocale interamente a cappella, aprendo con un omaggio al Rinascimento su musiche di Marenzio e chiudendo con sonorità novecentesche.
Giusi De Novara
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