Viterbo – Mozione contro l’omofobia, Giuggiolini: “Delusione per la bocciatura”.
Durante la seduta del consiglio comunale di Viterbo del 10 giugno è stata discussa e votata la mozione contro l’omotransfobia presentata dal Partito democratico lo scorso 5 giugno. La mozione è stata respinta, con 5 voti contrari, 4 favorevoli (solo del Partito democratico) e i restanti astenuti. Tutte le consigliere e i consiglieri del gruppo Viterbo 2020, i cui voti avrebbero potuto essere decisivi per l’approvazione della mozione, hanno scelto di astenersi.
Viterbo – TusciaPride – Frontini, Antoniozzi e Giuggiolini
Presente in aula anche una delegazione del TusciaPride, la quale ha abbandonato la sala dopo la bocciatura.
“Siamo molto delusi per ciò che è accaduto. La mozione presentata dal Partito democratico era una bella iniziativa, capace di incidere nel concreto nella vita delle persone queer e trans del nostro territorio. Evidentemente in seno al consiglio, quantomeno ieri, è mancata la volontà politica di perseguire veramente il benessere di tutte le cittadine e di tutti i cittadini”, dichiara Mirko Giuggiolini, vicepresidente del TusciaPride, il quale la mattina stessa della seduta esortò pubblicamente tutti i consiglieri a votare a favore della mozione.
“Come è stato già detto, la mozione è stata un’iniziativa autonoma del Partito democratico, che ha ritenuto opportuno chiedere alla nostra associazione un parere dopo aver predisposto il testo. Testo già in partenza ispirato non solo a rivendicazioni trasversali e largamente condivise del movimento queer nazionale, ma anche a diversi punti del manifesto politico di TusciaPride, reso pubblico e consegnato a tutti i partiti”, continua Giuggiolini. Il manifesto politico di TusciaPride presenta peraltro richieste rivolte prevalentemente alle istituzioni del territorio.
“È stato triste vedere la mozione bocciata per via delle astensioni – prosegue Giuggiolini -. Non abbiamo compreso, peraltro, il perché della scelta di astenersi.
Dagli interventi, alcuni dei quali abbastanza contraddittori, non sono emerse motivazioni sul merito dei punti della mozione, ed è sembrata quasi un’astensione dogmatica. In ogni caso, immaginiamo quanto possa essere impegnativo raccordare in modo armonico tutte le sensibilità presenti all’interno di un movimento politico, nonostante il tema oggetto della mozione – ovvero il contrasto all’omotransfobia – dovrebbe trovare tutti uniti a prescindere da ogni ideologia.
Crediamo fermamente nel ruolo che le istituzioni, i partiti e i rappresentanti politici eletti possono avere nel contrasto alle discriminazioni e all’odio, anche nel nostro territorio, e riteniamo che quello di ieri sia stato solo un incidente di percorso. Doloroso, ma nulla di incurabile. Viste le divergenze emerse, chiediamo ai singoli e alle forze politiche presenti in consiglio, che hanno sostenuto il Pride e che hanno a cuore i diritti e la dignità umana di raccordarsi per formulare al più presto una nuova proposta di mozione sul tema. Come dimostrano i dati e la cronaca l’omotransfobia è dilagante, tanto in tutto il paese quanto nel nostro territorio, e il comune non può astenersi dal dare una risposta strutturata e di sistema al fenomeno”.
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