Senago – Omicidio Tramontano, la difesa in Appello: “Nessuna premeditazione né crudeltà”.
Alessandro Impagnatiello e Giulia Tramontano
In appello a Milano, la difesa di Alessandro Impagnatiello — condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio della compagna Giulia Tramontano, incinta al settimo mese — chiede una riduzione della pena a 30 anni, puntando sull’esclusione delle aggravanti di premeditazione e crudeltà.
Secondo l’avvocata Giulia Geradini, l’omicidio non fu pianificato: la dinamica “grossolana e maldestra” con cui Impagnatiello cercò di disfarsi del corpo dimostrerebbe l’assenza di un piano preordinato. La difesa contesta anche la crudeltà, sostenendo che la vittima non si accorse dell’aggressione e non tentò di difendersi.
Quanto alle ricerche online su veleni e sostanze tossiche, la legale afferma che Impagnatiello voleva solo far abortire, ritenendo il figlio un ostacolo ai suoi progetti. Infine, viene chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche per il presunto pentimento mostrato dopo il delitto.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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