Ronciglione – Mentre la provincia di Viterbo ha commemorato il tragico bombardamento del 5 giugno 1944 con eventi gratuiti e partecipati, un’iniziativa a Ronciglione solleva polemiche e indignazione: una passeggiata guidata a pagamento sui luoghi del disastro, al costo di 10 euro a persona. L’idea, promossa dalla guida turistica abilitata Silvia Scialanca, sta scatenando un acceso dibattito sulla moralità del “turismo della memoria” a pagamento.
Ronciglione
Il 5 giugno 1944 è una data scolpita nel dolore per Ronciglione e per l’intera provincia. Oltre 300 vittime, tra cui numerosi bambini, famiglie distrutte e vite spezzate, sono il bilancio di quel terribile bombardamento. Un ricordo che i comuni limitrofi e le associazioni locali onorano con messe commemorative, cortei solenni, conferenze e concerti, tutti rigorosamente gratuiti, nel rispetto di chi ha perso la vita e dei loro familiari.
A Ronciglione, invece, l’approccio sembra voler prendere una piega diversa. L’annuncio di una “passeggiata guidata” a pagamento, che promette di ripercorrere i luoghi del disastro, raccontando “dei bambini morti, di famiglie distrutte e vite cambiate”, è percepito da molti come una mercificazione del dolore. “Venghino signori e signore che per soli 10 euro vi portiamo sui luoghi della morte”, è la sintesi amara e provocatoria che circola, evidenziando il profondo disagio per questa iniziativa.
Il paragone, forte e significativo, con il caso di Avetrana – tristemente noto per altre vicende – sottolinea la percezione di uno “scempio” che va oltre ogni limite. “Nemmeno ad Avetrana hanno avuto il coraggio di fare un tale scempio”, si legge in alcune reazioni, evidenziando la gravità del sentimento di offesa.
La memoria di Bruno Pastorelli, che dedicò il suo libro a testimonianza per le future generazioni, viene tirata in ballo come monito. La sua opera, nata dal desiderio di non dimenticare, contrasta nettamente con l’idea di un ricordo a pagamento, trasformato in attrazione turistica.
L’auspicio di molti, dunque, è che questa iniziativa venga disertata. Non per indifferenza verso la storia, ma per un atto di rispetto verso le vittime, i loro familiari e la memoria di chi ha voluto tramandare il ricordo senza speculazioni. In un fine settimana che vedrà anche le elezioni, l’invito implicito è a privilegiare altre attività – il voto, il mare, o qualsiasi cosa non sia questo “tour della morte” – in segno di dignità e condanna per un’iniziativa che, per molti, offende la sacralità della memoria.
Italo Leali
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