Valentano – (sil.co.) – Archiviato il caso del presunto falso medico di Valentano. Può tirare un sospiro di sollievo il 23enne denunciato a piede libero nell’aprile dell’anno scorso perché, con la “connivenza” di tre medici veri, si sarebbe spacciato per un dottore.
Il 23enne, “sprovvisto della qualifica di dottore in medicina”, tra gennaio 2023 e febbraio 2024, secondo l’accusa, aveva “svolto visite mediche ambulatoriali e domiciliari, praticato iniezioni ed altre terapie e prestazioni riservate esclusivamente a personale medico sanitario”. I pazienti del falso medico sarebbero stati ignari del potenziale pericolo a cui si esponevano, affidandosi alle cure del giovane.
“Non mi fingevo dottore, sono operatore di primo soccorso. Accompagnavo i medici di guardia dai pazienti”, si sfogava il mese successivo tramite il difensore Roberto Fava, parlando delle competenze sanitarie acquisite in seguito a dei corsi frequentati nell’ambito della sua attività di volontariato e spiegando le origini di quello che secondo lui sarebbe solo un grande equivoco.
Secondo l’accusa, in seguito alle indagini dei carabinieri della stazione di Capodimonte, aveva fatto iniezioni e praticato terapie senza averne la qualifica. “Reo – si leggeva nella nota dell’arma – di avere simulato di essere un medico in servizio presso la guardia medica”.
“Il mio assistito è in possesso di titoli di blsd sanitario-operatore trasporto sanitario e soccorso in ambulanza-esecutore blsd sanitario adulto e pediatrico-operatore socio sanitario”, sottolineava Fava, snocciolando le qualifiche in suo possesso.
“Si è a volte reso disponibile ad accompagnare medici di guardia – non pratici della zona, delle località e degli indirizzi dei paesi compresi nella zona servita – agli indirizzi dove era richiesto il loro intervento. Tutto qui. Mai si è presentato come medico e certamente mai ha posto in essere alcuna delle attività di carattere medico”, proseguiva l’avvocato, che ha redatto per il pubblico ministero Paola Conti una memoria difensiva.
“Una memoria difensiva che questo pm condivide e alla quale si riporta”, si legge nella richiesta di archiviazione delle indagini relative al 23enne.
“Non ricorda di essere stato mai neppure presente alle visite dei medici che accompagnava e non si spiega come una simile montatura si sia generata e sviluppata”, la conclusione dell’avvocato Fava.
Nei guai sono finiti anche tre medici che avrebbero permesso al giovane di svolgere l’attività illecita, denunciati a loro volta a piede libero per lo stesso reato in concorso. “Pur essendo perfettamente a conoscenza che il ragazzo non fosse un medico o uno studente di medicina, né che fosse tantomeno in possesso di specifiche abilitazioni – si leggeva sempre nella nota dei carabinieri – hanno permesso ed acconsentito affinché potesse praticare prestazioni riservate esclusivamente a personale medico”.
Articoli: “Non mi fingevo dottore, sono operatore di primo soccorso e accompagnavo i medici di guardia dai pazienti” – “Non un finto medico, ma un volontario in grado di fare iniezioni e praticare terapie” – Faceva iniezioni, visite e praticava terapie senza averne la qualifica – Scoperto e denunciato falso medico
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY