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Viterbo - Sara Settembre, residente a Santa Lucia, dopo l'incontro di fuoco tra il comitato di salvaguardia del quartiere e gli assessori Aronne e Giliberto

“Centro di accoglienza per fragili, la gente si arrabbia quando non si è chiari e non viene coinvolta”

di Irene Temperini
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Viterbo - Quartiere Santa Lucia

Viterbo – Quartiere Santa Lucia

Viterbo – “Centro di accoglienza per fragili, la gente si arrabbia quando non si è chiari e non viene coinvolta”. Sara Settembre, residente nel quartiere Santa Lucia.

Lunedì la riunione del comitato di salvaguardia del quartiere Santa Lucia contro la decisione del comune di creare un centro di ascolto e informazioni i più fragili.

All’origine della mobilitazione del comitato di salviaguardia del quartiere Santa Lucia, c’è la delibera di giunta n.215 del 27 giugno 2025, approvata su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Stefano Floris, che prevede la realizzazione di un centro multifunzionale nel quartiere, precisamente in via Arturo Ferrarin.

Sara Settembre, residente a Santa Lucia con la sua famiglia, ha partecipato alla riunione di lunedi scorso, riunione a cui erano presenti gli assessori Emanuele Aronne all’Urbanistica e Rosanna Giliberto ai Servizi sociali.

Lunedì c’è stato l’incontro con l’amministrazione comunale. Di cosa avete parlato?
“Come abitanti del quartiere abbiamo chiesto delucidazioni sul progetto. Ci è stato risposto che saranno uffici per accoglienza e ascolto di persone in difficoltà”.

Quindi sarà un centro diurno di ascolto, non un dormitorio.
“Sì ma nessuno tra i residenti ci crede. I residenti comunque hanno paura, anche perché Santa Lucia è un quartiere che manca totalmente di servizi, non abbiamo neanche un pullman. Il timore più grande è per i disordini che potrebbero crearsi, considerando che non c’è nel nostro quartiere nessun presidio di sicurezza, e c’è anche il timore di una svalutazione degli immobili”.

Come è andato il confronto con gli amministratori presenti, gli assessori Aronne e Giliberto?
“Non c’è stata molta chiarezza, neanche nel linguaggio. È stata nominata ‘stazione di posta’ questa nuova destinazione d’uso dell’immobile. Molti erano spaesati, si chiedevano che cosa volesse dire. C’è stata confusione, e la sensazione che si prendano decisioni su un quartiere senza interpellare le persone che vivono in quel quartiere.

La gente si arrabbia quando non si è chiari e quando non viene coinvolta nelle scelte che la riguardano. Serve chiarezza e coinvolgimento di chi vive qui”.

Sembra che il confronto sia stato piuttosto acceso.
“Sì, e nel corso della riunione c’è stata una discussione molto animata tra Alessandra Troncarelli e l’assessore Emanuele Aronne. Assessore che sentendo il nostro malcontento, a quel punto ci ha poi chiesto che cosa avremmo voluto noi fosse realizzato in quell’immobile”.

Avete un’idea?
“Sì certo. Infatti tutti all’unanimità abbiamo risposto che sarebbe bello quell’immobile diventasse un centro anziani. Diventerebbe un punto di aggregazione sociale importante per le tante persone grandi del quartiere”.

E l’assessore cosa vi ha risposto?
“Che interpellerà gli uffici preposti”.

Irene Temperini



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30 luglio, 2025

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