Torino – “Esplosione a Torino, sono stato io, mi vergogno”. La confessione di Giovanni Zippo, la guardia giurata di 40 anni arrestata con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale e crollo doloso dopo l’esplosione del 30 giugno in un palazzo di via Nizza, a Torino. È stato interrogato oggi, lunedì 11 luglio, nel reparto ustionati dell’ospedale CTO.
Vigili del fuoco
Durante l’interrogatorio di garanzia, Zippo si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha comunque ammesso: “Sì, sono stato io, mi vergogno”. L’uomo è ancora ricoverato per le ustioni riportate al momento dello scoppio.
Secondo la ricostruzione, Zippo avrebbe usato liquido infiammabile con intenzione di fare un dispetto all’ex fidanzata, che abitava nel condominio. «Non voleva provocare l’esplosione», ha spiegato l’avvocato Basilio Foti, sottolineando che il gesto era frutto di un rancore sentimentale, senza alcuna volontà di uccidere. “La situazione gli è scappata di mano. Non poteva immaginare che potesse verificarsi l’esplosione”, ha aggiunto il legale .
La deflagrazione ha causato il crollo di parte dell’edificio, mietendo una vittima – il 33enne Jacopo Peretti, travolto dalle macerie mentre dormiva – e ferendo altre cinque persone residenti nella palazzina.
Zippo è attualmente sotto custodia cautelare in ospedale. L’interrogatorio odierno ha confermato l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, in considerazione della gravità del gesto e delle conseguenze. La vicenda lascia aperti numerosi interrogativi sul confine tra impulsività e responsabilità penale in casi così drammatici.
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