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Cronaca - L’artista digitale e poliziotto di Tuscania porta la sua identità visiva in uno dei più importanti appuntamenti internazionali d’arte contemporanea: "Un traguardo importante"

Ivano Liberati alla Biennale di Londra con “Mannequins”

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Tuscania – (b.b.) – Un’opera nata tra l’immaginazione e l’intelligenza artificiale, partorita nel silenzio creativo di Tuscania, che ha attraversato il canale della Manica per approdare in uno dei templi dell’arte contemporanea. Ivano Liberati, poliziotto di professione e artista per passione, è tra i selezionati della London Art Biennale 2025, in corso fino al 20 luglio nella storica sede della Chelsea Old Town Hall, a King’s Road. In mostra c’è la sua “Mannequins”, presentata IFL Digital Art e realizzata con tecnica digitale e scelta dalla giuria tra migliaia di candidature arrivate da tutto il mondo.

Ivano Liberati e l'opera “Mannequins”

Ivano Liberati e l’opera “Mannequins”


Cinque figure stilizzate. Cinque manichini senz’anima e senza volto. Non si guardano, non si sfiorano, eppure condividono uno spazio, una solitudine. “Mannequins” è un’opera che non lascia indifferenti: “parla di identità e di alienazione, della standardizzazione del corpo e della distanza emotiva nell’epoca dei social, degli algoritmi, delle relazioni digitali” spiega.

“Questa è l’opera con cui partecipo alla London Art Biennale 2025 – racconta -. Esporre a Londra, in un contesto internazionale come questo, è un traguardo importante e un’emozione grande. Grazie a chi mi sostiene e mi accompagna in questo percorso”.

L'opera “Mannequins” alla biennale di Londra

L’opera “Mannequins” alla biennale di Londra


Il lavoro, come spiega l’artista, “nasce da un’immagine generata tramite intelligenza artificiale e poi trasformata con un lungo processo di manipolazione visiva. Un’ibridazione tra tecnologia e sguardo umano, tra codice e sensibilità: Mannequins si colloca proprio lì, sulla linea sottile dove l’arte digitale interroga le sue stesse possibilità e i suoi limiti”.

Per Ivano Liberati questa esposizione non è soltanto un punto d’arrivo, ma un’apertura verso qualcosa di più ampio: un dialogo con artisti affermati e emergenti. Provenienti da 70 paesi del mondo.


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19 luglio, 2025

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