Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Anche nella Tuscia dilaga la cosiddetta lingua blu, malattia che colpisce le pecore e sporadicamente altri ruminanti (ricordiamo che non colpisce e non è trasmissibile all’uomo per contatto diretto o indiretto con animali infetti e prodotti di origine animale).
Bomarzo – La Blue tongue colpisce la Tuscia
Il virus che circola nella Tuscia e in tutto il centro Italia è particolarmente virulento (cioè è in grado di dare malattia molto grave) e può causare ingenti danni al settore ovino di cui la provincia di Viterbo è un fiore all’occhiello nel Lazio e per tutta l’Italia continentale con una provincia che vanta ben 300000 capi ovicaprini pari al 50% dell’intero patrimonio ovino laziale.
Molte e ancora non stimato il numero delle aziende colpite ma il problema si sta espandendo a macchia d’olio giorno per giorno.
Gli animali si ammalano, calano la produzione di latte, c’è mortalità, aumentano gli animali da riformare che spesso una volta superata la malattia non recuperano il pieno stato di salute e di benessere.
Nel frattempo è partita una massiccia campagna vaccinale e di trattamenti insettorepellenti sugli animali (visto che la trasmissione avviene attraverso insetti vettori) grazie soprattutto all’impegno dei veterinari libero professionisti dislocati su tutto il territorio per monitorare e gestire la situazione nelle greggi e al lavoro più che ottimo svolto dal servizio veterinario dell’Asl di Viterbo in collaborazione stretta con i colleghi libero professionisti medesimi.
Anche le associazioni di categoria si sono mosse e la Regione Lazio sta valutando le misure più idonee per evitare ulteriori danni e problemi per gli allevatori.
Lorenzo Tagliaferri
Medico veterinario specialista in sanità animale
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