Roma – Da oggi entra ufficialmente in vigore la riforma del codice penale sui reati contro gli animali, approvata in via definitiva dal Parlamento lo scorso 29 maggio, a prima firma della parlamentare di NM Michela Vittoria Brambilla. Si tratta di un cambiamento storico: per la prima volta il Codice penale parla esplicitamente di “delitti contro gli animali”, segnando il passaggio dalla tutela del “sentimento” umano alla tutela diretta dell’animale come essere vivente.
Le principali novità della legge
– Pene più severe per i reati più gravi
– Uccisione di animali: reclusione aumentata fino a 3 anni, multa fino a 30mila euro.
– Maltrattamenti: pene da 6 mesi a 2 anni.
– Combattimenti clandestini: da 2 a 4 anni di reclusione, con aggravanti se coinvolti minori, armi o video diffusi online.
– Spettacoli vietati: multe raddoppiate.
Nuove aggravanti
Pene aumentate se i reati avvengono davanti a minori, su più animali o tramite diffusione online.
Responsabilità delle imprese e misure antimafia
Le aziende coinvolte in reati contro gli animali potranno subire sanzioni pecuniarie e interdizioni fino a 2 anni. Nei casi più gravi si potranno applicare misure di prevenzione del Codice antimafia, inclusa la confisca dei beni.
Protezione rafforzata per gli animali sequestrati
Gli animali coinvolti in indagini penali non potranno più essere abbattuti né ceduti fino alla sentenza definitiva. Viene inoltre regolato il loro affidamento definitivo ad associazioni, l’obbligo di cauzione per i custodi e l’aggiornamento anagrafico in caso di cucciolate.
Nuovi divieti e rafforzamento delle tutele
– Divieto generale di tenere cani e animali d’affezione alla catena.
– Stop al commercio di pelli e pellicce di gatto domestico.
– Sanzioni più alte per l’abbandono e il traffico illecito di animali.
– Pene aggravate per la cattura e la detenzione illegale di fauna selvatica.
“Questa riforma rappresenta un passo concreto verso un sistema giuridico che riconosce agli animali una tutela autonoma e reale – prosegue Rocchi – ma ora la sfida si gioca sull’applicazione della legge e sulla volontà politica di andare avanti: vietare gli animali nei circhi, rafforzare la protezione della fauna, colpire i traffici e chi lucra sulla sofferenza animale”.
Interviene anche Claudia Ricci, avvocato Enpa. “Con questa legge, il legislatore ha finalmente riformulato l’intero impianto dei reati contro gli animali, allineandolo ai principi costituzionali e alle esigenze attuali. È stato introdotto un vero e proprio sistema sanzionatorio moderno e articolato, che riconosce agli animali un interesse tutelato in sé, e prevede misure concrete di protezione, anche preventiva. Un cambiamento atteso, necessario e ora pienamente operativo”.
Enpa vigilerà sull’attuazione della legge e continuerà a battersi perché ogni essere vivente sia davvero protetto, rispettato e difeso.
Enpa
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY