Acquapendente – Per non pagare il conto in yogurteria, minaccia il titolare con una siringa sporca di sangue. L’uomo deve rispondere di rapina, per un anno non potrà tornare ad Acquapendente. Stessa misura, ma per due anni, per un 40enne a Tarquinia: in escandescenze al controllo e si strappa la camicia minacciando gli agenti.
“Nel corso dell’ultima settimana, nell’ambito della attività di prevenzione assicurata dalla polizia di stato con l’obiettivo di garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica, nonché di contrastare la commissione di reati, sono stati adottati taluni provvedimenti da parte del questore di Viterbo, Luigi Silipo, nei confronti di soggetti riconducibili alle categorie di pericolosità sociale contemplate nella normativa vigente – spiegano dagli uffici della questura -.
Al termine di accurate istruttorie, condotte da personale della divisione anticrimine, nell’ambito dei poteri attribuiti al questore nella sua veste di autorità provinciale di pubblica sicurezza, sono stati emanati, in particolare, 7 avvisi orali nei confronti di persone dimoranti nel territorio della provincia di Viterbo, pregiudicate per reati che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti a delitti contro la pubblica amministrazione, la persona ed il patrimonio – ricostruiscono .
Nell’arco temporale in esame, inoltre, sono stati adottati 8 divieti di ritorno, per periodi di varia durata, valevoli per il capoluogo e per alcuni comuni della Provincia, emessi nei confronti di soggetti resisi responsabili di condotte pericolose per l’ordine e la sicurezza pubbliche realizzate fuori dal territorio di residenza o dimora abituale”.
In particolare a Tarquinia è risultato destinatario della misura un quarantenne dominicano residente a Viterbo il quale, la sera del 20 luglio, in evidente stato di ebbrezza alcolica aveva dato in escandescenza in occasione di un controllo esperito da personale del locale commissariato di polizia. Nella circostanza lo stesso aveva creato panico nei passanti strappandosi la camicia di dosso assumendo un atteggiamento di sfida nei confronti degli agenti operanti, fatti oggetto anche di ingiurie e minacce. Deferito alla competente autorità giudiziaria per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, non potrà tornare nel comune di Tarquinia per due anni.
Analoga misura, per la durata di un anno, è stata irrogata, su proposta dei carabinieri di Acquapendente, nei confronti di una quarantacinquenne di Tuscania che, all’interno di un esercizio commerciale yogurtiera sito in quel comune, a fronte della richiesta di saldare il conto, minacciava con una siringa sporca di sangue il titolare dell’attività commerciale, rendendosi responsabile di rapina.
Sarà inoltre inibito il ritorno a Capodimonte, per due anni, ad un quarantaseienne viterbese denunciato dai carabinieri di quel comune, identificato quale autore del furto di un telefono cellulare e di un cospicuo numero di gratta e vinci, avvenuto in due bar del luogo” conclude la nota.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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