Viterbo – “Quando ci fu il rave party qui nella Tuscia ci fu indignazione, il governo esordì con una legge sul tema e fummo criticati”. Nel cortile di palazzo dei Priori, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ritorna a un provvedimento con cui in pratica, la presidente Giorgia Meloni ha aperto la legislatura.
Viterbo – Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la vicepresidente del parlamento europeo Antonella Sberna e la giornalista Federica Angeli
A intervistarlo, la giornalista di Repubblica Federica Angeli. Parlando del decreto sicurezza, la domanda è se fossero necessari i 14 nuovi reati introdotti.
Numero che Piantedosi precisa. “Non sono 14 – sostiene Piantedosi – ma 9, più 5 aggravanti. Abbiamo ravvisato che ce ne fosse bisogno, poi le leggi si valutano con l’applicazione.
Matteo Piantedosi
Siamo stati criticati, come lo fummo per la famosa norma sui rave party. Da queste parti se ne tenne uno. Ci fu indignazione e quando il governo se n’è occupato, tempo dopo, sono partite le critiche per avere iniziato con questo”.
Oggi, a distanza di tempo: “Sta di fatto – continua Piantedosi – che da quel momento se ne saranno verificati un paio e anche di modesta entità. Quindi, se l’abbiamo fatto, se il parlamento l’ha emanato, l’esigenza c’era”.
Viterbo – Il ministro Piantedosi – La platea
Il decreto non introduce solo nuovi reati. “Ma anche il contrasto, ad esempio, alla criminalità organizzata. Qualcosa di cui sentivamo il bisogno, ma molto conforme al programma di governo, come era stato annunciato”.
Altro tema fortemente d’attualità, l’immigrazione. “Nei fatti, non nelle parole – ha sottolineato Piantedosi – abbiamo dimostrato una concezione doverosamente umana, ma anche responsabile e concreta, gestendo in modo pragmatico i flussi, un fenomeno che è di natura planetaria. Non si fermano con un muro, sarebbe miope pensarlo”.
Viterbo – La giornalista Federica Angeli
Fermarlo no, semmai governarlo. “Abbiamo programmato 3700 ingressi attraverso corridoi umanitari. Siamo andati a prenderli in Iran, Iraq, Siria. Persone vere che scappano dalle guerre, non su barconi opera di trafficanti.
La nostra azione deve essere intransigente verso traffici da parte di vere e proprie organizzazioni criminali transnazionali”.
Inevitabile un riferimento al centro migranti in Albania, fortemente voluto dal governo Meloni. “Si fa polemica con alcune cifre – osserva Piantedosi – 140mila euro al giorno, ma per noi è un investimento per il futuro. Ai detrattori diciamo che aspettiamo il pronunciamento della Corte di giustizia, ma alla peggio, da giugno 2026 una norma europea consentirà comunque l’utilizzo nei vari paesi”.
Viterbo – Felice Romano è segretario generale del Siulp, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e la vicepresidente del parlamento europeo Antonella Sberna
Sul palco, oltre a Piantedosi, l’europarlamentare Antonella Sberna e il segretario generale Siulp Felice Romano.
Giuseppe Ferlicca
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