Viterbo – Una borsa strappata di colpo, una caduta sull’asfalto, il cuore che batte all’impazzata. E poi il vuoto. Non solo quello lasciato dalla violenza improvvisa, ma quello più profondo e doloroso: l’assenza di un affetto, di una memoria custodita dentro una vecchia fotografia.
È successo tre giorni fa, in via del Giglio, una traversa tranquilla del corso cittadino. Erano le ore centrali della giornata, il centro storico vivo di voci e passi. Eppure nessuno ha visto, nessuno ha fermato quel gesto rapido e vigliacco.
La vittima è una donna di circa 60 anni, residente in città. Uno strappo, la borsa che vola via, lei che cade a terra. Per fortuna non si è fatta nulla, solo una grande paura.
Non è andata a denunciare. “Tanto – ha detto – non serve a niente”. Ma alla redazione ha affidato parole che pesano più di una querela. “Il mio dolore – ha spiegato – è che dentro quella borsa c’erano i documenti, sì, ma anche una foto. Una sola, preziosa. Di mio marito. L’unica che portavo sempre con me. Il resto… il resto si può rifare. Quella no”.
Un appello silenzioso e dignitoso, rivolto a chi le ha portato via non solo oggetti, ma un pezzo della sua storia. “Se hai un cuore – ha concluso la donna – lasci almeno i documenti e quella foto in una buca delle lettere. Non ti costerebbe nulla. A me restituirebbe tutto”.
Nel silenzio di una traversa, una scena che non dovrebbe accadere. E una voce che, da sola, vuole giustizia.
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