Roma – Esplode la protesta dei pendolari del centro Italia. Ieri mattina davanti alla sede di Trenitalia, a Roma, si sono radunati amministratori e rappresentanti dei comitati di Lazio, Umbria e bassa Toscana per denunciare i pesanti disagi che da mesi colpiscono la tratta Orte–Roma.
Pendolari in rivolta, esplode la protesta a Roma dei primi cittadini
A causare i disservizi sono i lavori sulla linea ad alta velocità partiti a gennaio, che hanno dirottato i treni regionali sulla linea convenzionale. Questo ha comportato un aumento significativo dei tempi di percorrenza, oltre a cambi di orario, affollamenti e continue cancellazioni.
I comuni coinvolti – tra cui Orte, Bomarzo, Vitorchiano, Soriano nel Cimino, Montefiascone – chiedono l’introduzione di fasce orarie protette per i treni dei pendolari, oggi sistematicamente rallentati dalla precedenza assegnata ai convogli dell’alta velocità, che nei momenti di punta transitano ogni quindici minuti.
Alla manifestazione hanno partecipato decine di sindaci e consiglieri comunali, uniti dalla necessità di garantire il diritto alla mobilità per lavoratori e studenti, spesso costretti a lunghi spostamenti e doppi tragitti dopo essere scesi a Orte.
Le delegazioni regionali chiedono ora l’apertura di un tavolo tecnico per riprogrammare il servizio ferroviario e proteggere una fascia di utenza essenziale per la vita quotidiana e lo sviluppo dei territori interni.
Protesta a Roma – La nota del comitato
Prosegue senza sosta il grave stato di disservizio sulla linea ferroviaria Viterbo–Orte–Roma Termini, nonostante le numerose segnalazioni da parte dell’utenza e la recente manifestazione dei Sindaci del territorio.
Nel pomeriggio di ieri, oltre ai ritardi superiori ai 60 minuti, si è consumato un ulteriore disastro organizzativo: parte dei bus sostitutivi previsti non sono circolati, lasciando a piedi numerosi pendolari già provati da cancellazioni e disservizi. L’assenza di soluzioni alternative ha causato forti disagi, rendendo ancora più critica una situazione ormai fuori controllo.
Da mesi i comitati dei pendolari denunciano una gestione inadeguata del servizio: ritardi cronici, soppressioni improvvise, sovraffollamento, guasti, mancanza di manutenzione e carente comunicazione da parte del gestore. A tutto questo si aggiunge la scelta unilaterale di Trenitalia di deviare tutti i treni pendolari sulla “linea lenta”, trascurando la più rapida direttrice veloce e peggiorando sensibilmente i tempi di percorrenza.
A partire da luglio, inoltre, la tratta Attigliano–Viterbo Porta Fiorentina è stata interrotta per 60 giorni per i lavori di installazione del sistema ERTMS. Sebbene l’ammodernamento tecnologico sia condivisibile, preoccupa l’assenza di un piano sostitutivo affidabile, oltre alla scarsa trasparenza nella comunicazione agli utenti.
Il 9 giugno scorso, un treno diretto a Roma è stato definito “carro bestiame” per l’estremo sovraffollamento e ha richiesto l’intervento della Polfer. Ieri 1 Luglio a seguito dei disservizi con i Bus sostitutivi è stata effettuata una chiamata ai Carabinieri. Dall’inizio dell’anno, i Comitati Pendolari Orte e Teverina hanno promosso presìdi e proteste a Perugia e presso la Regione Lazio, chiedendo interventi urgenti.
Alla protesta si sono uniti anche sindaci della Tuscia, ma a oggi i problemi non solo non sono stati risolti: si sono aggravati.
A fronte di questa situazione, è lecito chiedersi quale sia la posizione ufficiale del Sindaco di Viterbo. In quanto rappresentante del capoluogo direttamente coinvolto, ci si attende una presa di posizione chiara e pubblica: cosa pensa il Primo Cittadino? Quali azioni intende intraprendere per difendere il diritto alla mobilità di migliaia di cittadini viterbesi? Il silenzio non è più accettabile.
Si chiede pertanto un intervento immediato della Regione Lazio, dei rappresentanti politici del Viterbese e delle autorità competenti per:
Il tempo, la dignità e la sicurezza dei cittadini meritano rispetto. Ora servono risposte concrete. E servono da parte di tutti.
Pendolari Viterbo-Orte-Roma
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