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Roma - Il politico viterbese ed ex senatore Pd ha raccontato a Repubblica di tenere nella cassaforte della fondazione Gramsci la Smith & Wesson del 1908

Ugo Sposetti e la pistola dell’attentato a Togliatti: “La custodisco io”

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Roma – Nell’ufficio di Ugo Sposetti, all’Istituto Gramsci a Roma, non si trova solo la memoria del Partito comunista italiano, ma come ha raccontato il politico viterbese a Repubblica, anche un pezzo della storia italiana.

Ugo Sposetti

Ugo Sposetti


Si tratta della pistola Smith & Wesson del 1908 utilizzata nell’attentato a Palmiro Togliatti. Sposetti, storico tesoriere dei Ds, custodisce l’arma, consapevole del valore simbolico. 

Il 14 luglio del 1948, uno studente siciliano, anticomunista, Antonio Pallante, fece partire quattro colpi  contro Palmiro Togliatti e Nilde Iotti in via della Missione, a pochi passi dalla Camera dei deputati. Togliatti era segretario del Partito comunista italiano, si salvò per miracolo.

La pistola riporta alla memoria un periodo caldo del dopoguerra. “Mi fa pensare al clima di quell’anno cruciale – spiega Ssosetti a Repubblica – se Togliatti non fosse intervenuto dal letto d’ospedale, se non avesse fatto un discorso eccezionale, sarebbe scoppiata la guerra civile”.

Prima di arrivare a Sposetti, la pistola era passata da Nilde Iotti. Alla sua morte, la figlia la ritrovò in un cassetto e la portò in commissariato. Sposetti seguì tutto l’iter per recuperare documenti

La Smith & Wesson ha avuto un percorso lungo e tortuoso prima di giungere nelle mani di Sposetti. Inizialmente, Nilde Iotti la ricevette dal direttore del Museo di Grazia e Giustizia quando era Presidente della Camera. Dopo la sua morte, nel 1999, la figlia Marisa Malagoli la ritrovò in un cassetto di casa. Portata in commissariato per conoscerne il destino, Sposetti seguì l’intera pratica, recandosi persino l’Archivio di Stato a raccogliere documenti, compresa la perizia balistica.

Tornata al ministero di Grazia e Giustizia, ci rimase fino al 2018, come riporta Repubblica, quando fu affidata a Sposetti, in quanto rappresentante  dell’Associazione Enrico Berlinguer.

Spesso viene portata a incontri, previa autorizzazione, un modo per raccontare in modo tangibile il Dopoguerra italiano, in uno dei suoi passaggi più complessi.


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13 luglio, 2025

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