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Civitavecchia - La denuncia di Romano Pesavento, presidente del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

“Alla stazione i disabili sono prigionieri di barriere architettoniche e binari inaccessibili”

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Civitavecchia – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani denuncia con fermezza l’ennesima vergogna della stazione ferroviaria di Civitavecchia. Dopo il crollo del cornicione centrale nella notte di Ferragosto, persone con disabilità si trovano di fatto prigioniere di barriere architettoniche e binari inaccessibili, costrette a sperare di poter viaggiare solo se il loro treno capita sul primo binario o sui binari tronchi. Un incubo surreale in una città europea, non un copione da terzo mondo.

Civitavecchia - La stazione

Civitavecchia – La stazione


Non si tratta di un inconveniente temporaneo: impalcature eternamente presenti, ascensori fermi e percorsi obbligati attraverso sottopassaggi stretti e pericolosi testimoniano anni di incuria e mancanza di programmazione. La mobilità dei cittadini disabili non è più un diritto, ma una roulette russa.

A peggiorare il quadro, il sovraffollamento di pendolari e crocieristi costretti a usare percorsi esterni espone tutti a rischi di sicurezza evitabili, trasformando una semplice stazione ferroviaria in un luogo di tensione e disagio quotidiano. L’annunciata imminenza dei lavori non può cancellare anni di ritardi e negligenze: ogni giorno di rinvio è un giorno in cui i diritti vengono calpestati.

Il Coordinamento considera inaccettabile e intollerabile che l’accesso a un servizio pubblico essenziale possa dipendere dalla fortuna o dall’intervento manuale di estranei. La tanto annunciata partenza dei lavori non può bastare: servono soluzioni immediate, sicure e concrete, percorsi alternativi garantiti e assistenza qualificata fino al completamento dei lavori.

Ribadiamo con forza: l’accessibilità non è un optional, non è un privilegio. È un diritto inviolabile. Ogni giorno in cui i disabili vengono esclusi dalla stazione di Civitavecchia è un giorno in cui lo Stato e le istituzioni falliscono nel garantire dignità e uguaglianza.

Romano Pesavento, presidente CNDDU


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20 agosto, 2025

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