Montecchio – Dopo la pausa estiva riprende a pieno ritmo l’attività di Fondazione Cotarella per la lotta ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA). Nuovi laboratori – dalla cucina alla web radio, dallo sport e lo yoga all’orto sociale, passando per l’educazione alimentare, – stanno per cominciare il prossimo mese di settembre nella sede di Verdeluce, il centro della Fondazione situato nella campagna di Montecchio, nella Tuscia umbra. Con la riapertura delle scuole, quindi, riprenderanno anche gli incontri in classe tra gli studenti, i professionisti e i volontari della Fondazione, così come l’attività formativa per genitori, educatori e insegnanti.
Il centro Verdeluce situato nella campagna di Montecchio nella Tuscia umbra
Se, da un lato, infatti, Fondazione Cotarella intende essere di supporto a tutti coloro, soprattutto i giovani, che soffrono o hanno sofferto di DNA, dall’altro, grande attenzione viene data alla sensibilizzazione, informazione e formazione dei ragazzi stessi e degli adulti, affinché vi sia sempre maggiore consapevolezza rispetto all’insorgenza di un disturbo alimentare e alla conoscenza degli strumenti a disposizione per uscirne.
Marta Cotarella
“Dal 2021 a oggi, da quando cioè è nata la Fondazione, ci siamo rese conto di quanto rispetto a un disturbo così complesso e difficile come quello della nutrizione e dell’alimentazione vi fosse scarsa conoscenza e sensibilità. – spiega Marta Cotarella, che insieme alle “sorelle” Dominga ed Enrica ha dato vita alla Fondazione che porta il nome della famiglia- Di quanto i genitori, la scuola, o più in generale coloro che hanno un ruolo educativo nei confronti dei ragazzi, o anche gli stessi medici generici, spesso non avessero adeguate informazioni e strumenti per riconoscere e affrontare in tempo un disturbo che, invece, necessita di un approccio tempestivo, oltre che multidisciplinare. Per questo, Fondazione Cotarella si è posta come obiettivi, da un lato, quello della prevenzione e del supporto alle strutture sanitarie dedicate, soprattutto nella fase iniziale di ascolto e indirizzo e in quella finale di riabilitazione sociale, e, dall’altro, quello di sensibilizzare la comunità e il territorio, con un’attenzione particolare all’inclusione giovanile”.
Centro di ascolto
Fondazione Cotarella nasce da un’esperienza privata della vostra famiglia, che ha vi ha spinto a prendervi cura dei giovani e, in particolare, di chi soffre di DNA. Qual è stata l’evoluzione dell’attività in questi quattro anni?
La decisione di operare nell’ambito dei DNA è derivata dall’esplicita richiesta del figlio di Dominga, Riccardo, per poter essere di aiuto ad altri ragazzi del territorio che si trovavano ad affrontare questa patologia, rispetto alla quale quattro anni fa c’era ancora meno consapevolezza di oggi. Come Fondazione Cotarella abbiamo iniziato incentrando la nostra attività proprio sulla sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno. Nel frattempo, abbiamo lavorato per poter essere di supporto concreto alle strutture sanitarie deputate alla cura. Fondazione Cotarella, infatti, non si occupa di curare i DNA, per i quali sono necessarie strutture apposite, professionali e multidisciplinari, come ad esempio Palazzo Francisci a Todi, con cui collaboriamo. Noi ci inseriamo nella fase iniziale, quella di ascolto e supporto ai pazienti e alle loro famiglie e in quella post-cura, per il reinserimento sociale dei ragazzi che hanno terminato la fase acuta della malattia.
Sorelle Cotarella: Enrica, Dominga e Marta
Da gennaio di quest’anno abbiamo avviato anche un calendario di attività laboratoriali e formative, non solo per i ragazzi, ma anche per i loro genitori, insegnanti ed educatori e anche per i medici. Tra i laboratori che mi piace ricordare, in particolare, vi sono quello di Web radio, che abbiamo realizzato nei primi sei mesi di quest’anno, in collaborazione con l’Università della Tuscia e che, da settembre proseguirà con la creazione di podcast sul tema dei DNA da parte dei partecipanti, che saranno poi trasmessi attraverso un canale webradio di Fondazione. Ci sono poi i laboratori di cucina che realizziamo grazie alla collaborazione di tanti amici che hanno creduto in Fondazione, a partire da Paolo Vizzari, narratore gastronomico, e tutti gli chef che aprono le porte dei propri ristoranti ai ragazzi per mostrare loro quanto l’attenzione all’ingrediente, la cura nella preparazione di un piatto, l’amore e la passione per il proprio mestiere possano rendere meraviglioso il rapporto con il cibo.
Laboratorio Verdeluce
Così, partita da Orvieto e dalla Tuscia, che è tuttora il fulcro della nostra azione, Fondazione Cotarella opera oggi un po’ in tutta Italia. Quello che non è mai cambiato in questi quattro anni sono gli obiettivi e i valori con cui abbiamo dato vita alla Fondazione che porta il nome della nostra famiglia: innanzitutto, l’ascolto, fondamentale, la trasparenza, nella creazione dei progetti, nell’uso delle risorse, nella comunicazione dei risultati e nella coerenza tra valori e azioni, e la cura, intesa come responsabilità verso gli altri, soprattutto chi è più fragile.
Staff Fondazione Cotarella
Ci spiega quale percorso deve seguire chi intende rivolgersi a Fondazione Cotarella?
È molto semplice. Il Centro di Ascolto di Fondazione Cotarella, attualmente situato nel centro storico di Orvieto, è a disposizione gratuitamente. È possibile contattarlo sia telefonicamente al 346/1185435 o via mail all’indirizzo info@fondazionecotarella.com. Qui, volontari ed esperti qualificati sono a disposizione per fornire informazioni e consulenze, a partire dalla psicologa e psicoterapeuta della Fondazione, Veronica Torricelli, che opera sia presso il centro, due giorni al mese, che da remoto. Da settembre ci sarà anche una nuova nutrizionista che operarà in tandem con la dott.ssa Toriccelli. A loro, poi, si affiancano altri professionisti che collaborano con Fondazione in altre zone d’Italia. Quando un giovane o un familiare, un insegnante si rivolge al Centro, viene normalmente fissato un appuntamento per individuare le specifiche necessità, quindi, di volta in volta viene deciso l’iter da seguire in base alla situazione. Per quanto riguarda, invece, la partecipazione ai laboratori gratuiti a Verdeluce, si programmano le attività e i ragazzi possono partecipare in base agli interessi e alle disponibilità. Grazie ai ragazzi che per primi si sono rivolti a Fondazione e che poi sono rimasti con noi per aiutare altri giovani, ovvero Grazia, David o Chiara, e grazie ai tanti volontari su cui oggi possiamo contare, l’attività di Fondazione diventa sempre più capillare e incisiva.
Il centro Verdeluce situato nella campagna di Montecchio nella Tuscia umbra
Risultati raggiunti e prospettive future?
In questi quattro anni sono stati oltre 3mila le persone, soprattutto giovani, che Fondazione Cotarella ha supportato con la sua attività. Ciò che ci ha dato maggiore soddisfazione è stato vedere ragazzi che hanno riacquisito fiducia in se stessi, speranza nel futuro e sono tornati a sorridere alla vita. È stato importante anche essere riusciti a contribuire a una sempre maggiore conoscenza e consapevolezza sui DNA. Poter essere un’ancora per chi ha bisogno, soprattutto per permettere un intervento tempestivo e mirato, che è fondamentale, è un obiettivo raggiunto. Risultati che ora vogliamo consolidare, nella consapevolezza che i DNA sono una patologia complessa, in progressivo aumento, che in questi ultimi anni ha registrato anche un abbassamento dell’età di insorgenza, un fenomeno contro cui non si deve mai abbassare la guardia.
Per questo, da settembre Fondazione Cotarella ha organizzato un nuovo, intenso programma di attività laboratoriali, educative e di formazione gratuite che si svolgerà sia nelle scuole del territorio sia a Verdeluce, ma anche in altre città italiane.
Chi volesse conoscere il calendario e avere maggiori informazioni può visitare il sito www.fondazionecotarella.com e i social di Fondazione Cotarella.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY