Viterbo – (sil.co.) – Grotta trasformata in abitazione a via del Pilastro, i proprietari hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro l’ordinanza dirigenziale con cui il comune di Viterbo, lo scorso 9 maggio, intimava loro demolizione e ripristino dello stato dei luoghi entro novanta giorni, sottolineando peraltro la vicinanza col “rio Arcione o Faul” nonché la prossimità di aree dal “valore estetico tradizionale e bellezze panoramiche”, “dal Bullicame e Riello alla Masse di San Sisto”.
I presunti abusi edilizi riguarderebbero due numeri civici contigui, tra cui una grotta scavata nel tufo, trasformata da magazzino a residenza, previa installazione di angolo cottura e impianto di riscaldamento con caldaia, in corrispondenza della quale è stata realizzata una canna fumaria in cemento sulla copertura, oltre a un ulteriore servizio igienico e al rifacimento e allargamento del marciapiede esterno.
Per la pubblica amministrazione abusi da rimuovere entro tre mesi, quindi entro agosto, con la supervisione della polizia locale. Ma a luglio i proprietari, come detto, hanno proposto ricorso avanti al Tar del Lazio, contro il comune di Viterbo che si è nominato un avvocato, per ottenere l’annullamento, previa istanza di sospensione dell’ordinanza dirigenziale dello scorso 9 maggio.
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