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Associazione spontanea per la tutela degli Agricoltori A.S.T.A., Comitato NO imu agricola, Comitato per la salvaguardia del territorio di Corchiano e della Tuscia: "Necessario unire le forze di tutti gli attori della filiera e di tutti i territori"

“La produzione di nocciole è scarsa, minacciata dai parassiti e dall’umidità dei terreni”

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Noccioleto

Noccioleto

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Per far fronte alla crisi della nocciola è necessario unire le forze di tutti gli attori della filiera e di tutti i territori, cambiare le regole del mercato e intervenire a livello di governo centrale.

Per il quinto anno consecutivo la nocciola italiana subisce una crisi. Questa volta, in tutti i territori dove viene coltivato questo prezioso frutto, le nocciole sono cadute prima che si compisse la maturazione, portando a perdite talmente significative che in alcune aziende si è totalmente azzerato il raccolto. Le cause della moria dei frutti possono essere molteplici e ancora nessuno le ha individuate con certezza. Molte organizzazioni, consce del grave problema, prima dell’inizio della raccolta hanno scritto alle istituzioni per avviare tavoli tecnici e chiedere lo stato di calamità, per tentare di sostenere le aziende in crisi, ormai profonda, e individuare le cause e soprattutto le soluzioni a questo problema.

Sono stati istituiti tavoli tecnici nelle principali regioni produttrici di nocciole, segnatamente Piemonte, Lazio e Campania, tutte accomunate da questo problema mai riscontrato né dagli agricoltori, né dagli agronomi, né tantomeno dagli istituti di ricerca. La sola cosa chiara è che il problema è unico e coinvolge tutta la produzione corilicola nazionale, ragione per cui risulta incomprensibile questa frammentazione dei tavoli tecnici e dello stato di calamità. Il problema è serio ed è acuito dal fatto che si è presentato nella stagione corrente, l’ennesima negativa consecutiva, ragion per cui non può essere affatto sottovalutato né affrontato in maniera frammentata.

Per questi motivi noi agricoltori, primi soggetti a subire gli effetti di questa crisi ormai cronica e base di tutto il comparto corilicolo nazionale, chiediamo che questo tavolo sia istituito presso il ministero dell’Agricoltura, il quale si fregia anche della dicitura “sovranità alimentare”, cosa che solo noi che coltiviamo la terra possiamo garantire. Come già evidenziato, nutriamo molti dubbi sulle cause di questa cascola e sulle possibili soluzioni, ma abbiamo una sola certezza: le possibilità per uscire da questo problema le possiamo avere solo se tutti gli attori della filiera corilicola – dal produttore alle cooperative, dai commercianti alle grandi industrie – uniti si impegnano a trovare la soluzione.

Chi trasforma le nocciole che produciamo e si vanta di portare nel mondo il nome della nostra nazione non può essere escluso ed ha il dovere di impegnarsi, al pari nostro, a trovare delle soluzioni. Ci permettiamo di ricordare che re Carlo d’Inghilterra, nella sua storica visita a Roma, ha ricevuto in dono dalla premier un barattolo della famosa crema spalmabile prodotta ad Alba, come segno dell’operosità e delle capacità di noi italiani. Di fronte a questa crisi, tutti quelli che qui in Italia lavorano con le nocciole hanno sia il diritto che il dovere di trovare una soluzione qui ed ora e non cercare scorciatoie per mantenere la produzione industriale attiva facendo arrivare nocciole dall’estero, coltivate con metodi non più consentiti qui in Italia.

Un barlume di speranza, in questa che si annuncia come la stagione più disastrosa, è arrivato dalla fiera di Castagnole, dove è stato fissato il prezzo minimo al quintale di 470 euro e il massimo di 520. Chi conosce bene il mercato, come noi produttori, sa che per formare il prezzo delle nocciole bisogna valutarne prima la qualità e associarla a delle fasce di mercato che poi ne determinano il prezzo. Anche lo scorso anno il prezzo per le prime fasce era buono, ma quando poi si scendeva nella qualità il prezzo al quintale assumeva i contorni di una beffa.

Ad oggi, che la produzione di nocciole è scarsa, minacciata dai parassiti e dall’umidità dei terreni, sottoposta al vaglio dei tavoli tecnici e delle crisi regionali, noi agricoltori rimaniamo nel dubbio di come reagirà il mercato al prodotto che offriremo. Ancora non abbiamo un prezzo di partenza definito, non abbiamo le fasce di mercato, non sappiamo cosa accadrà alle nocciole difettate e non possiamo permetterci di impiegare preziose risorse, lavoro e tempo per raccogliere un prodotto che, come lo scorso anno, avrà riconosciuto un prezzo inaccettabile che non copre nemmeno le spese della raccolta.

Ci auguriamo che questa crisi venga compresa nella sua interezza, che le istituzioni facciano il dovere per cui hanno ricevuto il mandato e che chi oggi si trova ad essere uno degli ingranaggi del mercato tenga conto delle richieste fatte per ottenere lo stato di calamità. La penalizzazione dei nostri sforzi, anche da parte del mercato, oltre a essere poco coerente con lo spirito di solidarietà che si è attivato, sarebbe beffarda e inaccettabile.

Associazione spontanea per la tutela degli Agricoltori A.S.T.A.
Comitato NO imu agricola
Comitato per la salvaguardia del territorio di Corchiano e della Tuscia


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30 agosto, 2025

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