Roma – Un articolato sistema di frodi fiscali basato su finte cooperative, appalti simulati, evasione dell’iva e contributi mai versati: è quanto emerge dal decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla procura di Roma nei confronti di decine di indagati, con epicentro la famiglia Timpani. Al vertice dell’organizzazione, secondo le indagini, Rosario Timpani e i suoi due figli, Massimiliano e Manuel. Indagati e ai domiciliari.
L’indagine trae origine da un controllo fiscale della guardia di finanza di Viterbo presso un supermercato nella bassa Tuscia. Le verifiche hanno portato alla luce una rete di società e cooperative fittizie, formalmente autonome ma in realtà dirette dagli stessi soggetti, utilizzate per fornire manodopera a basso costo e scaricare su queste ultime gli oneri fiscali e contributivi. Al centro dell’indagine anche altri supermercati della grande distribuzione e punti vendita di surgelati di Roma.
Il sistema, secondo gli inquirenti, prevedeva l’emissione di fatture per operazioni inesistenti tra società dello stesso gruppo, con una gestione occulta dei conti da parte del “triumvirato” Timpani. Gli importi contestati per evasione fiscale ammontano a milioni di euro. Le società riconducibili al gruppo avrebbero omesso le dichiarazioni iva o le avrebbero presentate con dati falsi. L’inchiesta ha accertato anche trasferimenti fraudolenti di immobili e quote societarie per eludere eventuali misure patrimoniali.
Nel decreto si legge che “i promotori dell’associazione hanno creato un sistema operante prevalentemente nel settore della grande distribuzione organizzata che opera sul mercato con modalità fraudolente”, e che i tre Timpani “sono i beneficiari del sistema illecito che garantisce loro enormi guadagni”.
Fra i reati contestati: associazione per delinquere, emissione di fatture false, omesso versamento di iva e contributi previdenziali, indebita compensazione, trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio.
Viterbo – Guardia di finanza
Per eseguire il sequestro preventivo disposto dal gip il 10 aprile 2025, il pubblico ministero Gianfranco Gallo ha autorizzato perquisizioni personali, locali e informatiche presso le abitazioni, sedi legali e operative delle società coinvolte, con la possibilità di eseguire copie forensi di dispositivi elettronici, smartphone e tablet contenenti elementi di prova.
Il decreto fa esplicito riferimento a operazioni finanziarie sospette avvenute nel 2024, tra cui bonifici tra società riconducibili al gruppo per importi superiori ai 200mila euro, ritenuti strumentali a ostacolare la tracciabilità del denaro di provenienza illecita.
L’indagine, ancora in corso, ha portato, secondo quanto reso noto dalla finanza, all’esecuzione di 5 misure cautelari personali, eseguite nei confronti dei 3 imprenditori ai quali è stata applicata la misura degli arresti domiciliari e di 2 professionisti interdetti dalla professione per la durata di un anno, nonché al sequestro complessivo di oltre 7 milioni di euro nei confronti di 21 soggetti economici e 22 persone fisiche, al sequestro di 13 compendi aziendali tra società immobiliari e supermercati operanti a Roma e provincia con nomina ed affidamento ad amministratore giudiziario, per garantire la continuità aziendale, al sequestro di 36 immobili e quote societarie, al sequestro di beni di lusso, tra cui 17 orologi e un’auto. Sono più di trenta gli indagati globalmente.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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