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Palermo - Alessandra Dini e il suo avvocato Stefano Maccioni in diretta su Rai 1 durante la messa in onda della trasmissione UnoMattina Estate rompono il silenzio e chiedono di far luce sul caso

“Strage Montagna Longa, la procura di Viterbo riapra il caso”

di Federica Focaracci
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Il pilota Bruno Dini

Il pilota Bruno Dini

Alessandra Dini in diretta su UnoMattina estate

Alessandra Dini in diretta su UnoMattina estate

Viterbo – “Strage Montagna Longa, la procura di Viterbo riapra il caso”. È l’appello straziante di Alessandra Dini e il suo avvocato Stefano Maccioni in diretta su Rai 1 durante la messa in onda della trasmissione UnoMattina Estate. Nel mese di maggio, è stata presentata un’istanza alla procura di Viterbo per la riapertura delle indagini.

Una tragedia. Una sciagura aerea che ha scosso l’Italia intera. Quel 5 maggio 1972 resta indelebile nella memoria di molte persone. Era il 5 maggio del 1972, il volo Alitalia AZ112 stava per atterrare a Palermo quando si è schiantato contro Montagna Longa. Muoiono 115 persone. È stato uno dei disastri aerei più gravi della storia d’Italia che lascia 98 orfani e 50 vedove. Le indagini sono durate solo 9 giorni, per gli inquirenti, è stata colpa dei piloti Roberto Bartoli e Bruno Dini. 

A dare voce a quanto accaduto, è il racconto straziante di una figlia, Alessandra Dini, che a soli due anni ha perso il suo papà, il secondo pilota Bruno Dini di quel maledetto volo. In 50 anni, è stata costretta a portare sulle sue spalle un fardello pesante. Una mancanza che non si colma, una tragedia che solo dopo 9 giorni dall’accaduto, è stata archiviata. Finita nel dimenticatoio delle istituzioni e degli inquirenti, ma non dei famigliari delle vittime.

“Mi manca tantissimo il mio papà, ma più di tutti, in questi 50 anni sono mancate le risposte da parte delle istituzioni”, esordisce così Alessandra Bruni in diretta sulla Rai durante la trasmissione UnoMattina Estate.

Stefano Maccioni, avvocato dei famigliari dei piloti coinvolti nella tragedia. “Parlare di quanto accaduto quel 5 maggio 1972 è importante per riuscire a fare piena luce sul caso. Questo tragico incidente rientra tra i misteri italiani. Molti aspetti non tornano, bisogna far chiarezza. Un aspetto, tra i più inquietanti, è il nastro strappato della scatola nera, non riusciamo a reperirlo al tribunale di Catania, nonostante le nostre numerose richieste. Doveva essere in archivio, ma tra i reperti non c’è”.

“Altro aspetto inquietante che – ha sottolineato l’avvocato -, è la scomparsa dei rottami dell’aereo”. Sulla vicenda, si deve fare chiarezza. Basta silenzio. I famigliari vogliono giustizia. Alessandra Dini vuole giustizia. Per il suo babbo. Per Bruno Dini.

Federica Focaracci


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14 agosto, 2025

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