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Ambiente - L'appello di Zaratti e Persico (Europa verde) - Tra i punti più critici c'è anche Tarquinia

“Goletta Verde 2025: metà dei punti campionati nel Lazio oltre i limiti di legge, subito un piano regionale”

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Filiberto Zaratti

Filiberto Zaratti

Giulia Persico

Giulia Persico

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Goletta Verde 2025: metà dei punti campionati nel Lazio oltre i limiti di legge.

Zaratti e Persico: “Depurazione inefficiente e scarichi abusivi mettono a rischio salute pubblica, ecosistemi e biodiversità. Subito un piano regionale di intervento”.

I dati diffusi da Legambiente nell’ambito della 39esima edizione di Goletta Verde tracciano un quadro allarmante per la qualità delle acque costiere del Lazio: il 50% dei campionamenti effettuati tra il 14 e il 17 luglio è risultato oltre i limiti di legge, con 12 punti inquinati su 24, di cui 11 fortemente inquinati. Le criticità si concentrano in particolare presso le foci di fiumi e canali, dove 8 campioni su 12 sono risultati non conformi ai parametri microbiologici previsti dalla normativa.

I punti più critici si registrano in provincia di Roma (Santa Marinella, Marina di Cerveteri, Ladispoli, Ostia-Fiumicino, Marina di Ardea, Anzio, Nettuno), in provincia di Latina (Latina, Formia, Scauri, Minturno) e a Tarquinia (Vt), segnalando una pressione crescente sugli ecosistemi costieri e marini, spesso situati in aree ad alta frequentazione turistica.

Un problema strutturale, non contingente. Questi risultati confermano una criticità strutturale nel sistema di gestione delle acque reflue, dovuta in larga parte a: impianti di depurazione inefficientio obsoleti, presenza di scarichi abusivi, mancato rispetto dei divieti di balneazione, assenza di controlli sistematici e diffusi.

Come evidenziato da Legambiente, in diverse località sono stati rilevati bagnanti in tratti di mare interdetti alla balneazione, a dimostrazione di una carenza nella comunicazione e nel monitoraggio da parte delle autorità preposte.

Questo accade a pochi mesi dalla sentenza del 27 marzo 2025 con cui la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha sanzionato l’Italia per il grave e protratto inadempimento rispetto agli obblighi della direttiva 91/271 in relazione al trattamento delle acque reflue.

 Devono essere attuati i piani di investimento dei gestori dei singoli Ato, specialmente quelli relativi alla realizzazione e implementazione dei depuratori per realizzare un sistema che permetta di portare la qualità, sia delle acque interne che di quelle marine, almeno al livello richiesto dalle Istituzioni europee. I gestori, infatti, attraverso la tariffa pagata dai consumatori, sono obbligati a realizzare investimenti in tal senso. Troppo facile incassare la tariffa e non realizzare (o realizzare parzialmente) gli investimenti necessari.

Serve una prevenzione che parta dai territori

Filiberto Zaratti, deputato di Alleanza Verdi Sinistra del Lazio, e Giulia Persico, responsabile delle politiche del mare di Europa Verde Lazio, ribadiscono che la prevenzione non può ridursi a interventi straordinari o stagionali. È necessario un approccio integrato che tenga insieme: il monitoraggio continuo della qualità delle acque, la manutenzione ordinaria e straordinaria dei sistemi di raccolta e trattamento, l’educazione ambientale dei cittadini, la tutela della biodiversità acquatica e costiera.

In particolare, deve essere rafforzata la capacità ispettiva contro gli scarichi illegali, avviata una mappatura pubblica delle criticità lungo le foci fluviali e promossa una gestione ambientale responsabile dei territori costieri.

Biodiversità e crisi climatica: una connessione evidente

La salute del mare è strettamente legata alla resilienza degli ecosistemi e al contrasto ai cambiamenti climatici. Intervenire sulle fonti di inquinamento è oggi anche un atto di tutela verso la biodiversità costiera e marina, già minacciata dall’aumento delle temperature, dall’erosione e dalla crescente pressione antropica.

Le proposte di Europa Verde Lazio

Europa Verde Lazio chiede alla Regione, alle Province e ai Comuni: un vero e costante aggiornamento e rafforzamento del piano regionale di tutela delle acque (Ptar); la verifica dell’efficienza di tutti gli impianti di depurazione costieri entro fine 2025;

il controllo dell’attuazione dei piani di investimento dei gestori dei singoli Ato;

una campagna di sensibilizzazione permanente sui comportamenti corretti da adottare in ambito domestico e turistico per prevenire l’inquinamento delle acque;

l’istituzione di un tavolo permanente di confronto sulle politiche del mare composto da esperti del settore

l’inclusione sistematica del tema della qualità delle acque e della biodiversità nei piani urbanistici e nei Paesc comunali.

Europa Verde Lazio, da sempre impegnata nella tutela dell’ambiente e della salute pubblica, è a disposizione per collaborare con le istituzioni, le associazioni e le comunità locali per costruire un modello di gestione del mare e delle coste sostenibile, partecipato e lungimirante.

Europa Verde

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1 settembre, 2025

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