Civita Castellana – Si torna a parlare dei mancati decreti attuativi per il riconoscimento di lavoratori usuranti ai ceramisti, questa volta presso il Campo I Maggio, con i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Apea, Confindustria e Federlazio, oltre a Simone Brunelli, consigliere comunale per il Partito democratico.
Sottolineata da tutte le parti l’importanza di non far calare il silenzio su questa battaglia, importantissima per i cittadini e che non ha colore politico.
“Ancora oggi, fortunatamente, la componente umana è fondamentale ma i lavoratori ceramisti ancora non sono riconosciuti come lavoratori usuranti – ha detto Simone Brunelli, consigliere comunale Pd – nonostante l’aumento delle patologie e non si può pensare di farli restare nei luoghi di lavoro fino a 67 anni”.
“È una battaglia che si porta avanti da vent’anni e da vent’anni siamo inascoltati, non dobbiamo dimenticare però la classe imprenditoriale che ha lavorato per rendere i posti di lavoro più salubri, senza rinunciare alla competitività – ha continuato -. Il governo ci ha preso in giro, ci era stato promesso tanto ma tutto si è fermato, ed è una doppia ingiustizia. È una battaglia sociale, non politica, il nostro territorio è unito soprattutto quando bisogna sostenere i lavoratori. Chiediamo che questa battaglia diventi una priorità nazionale per il nostro partito, non possiamo lasciare che gli operai si ammalino in fabbrica”.
“Si parla da sempre di lavoro usurante, oggi la legge è più complessa rispetto al passato – ha dichiarato Mauro Vaccarotti, segretario generale Filctem Cgil -. Nel 2017 la commissione europea ha dichiarato la silice cristallina cancerogena, e ciò forniva dati per far entrare i ceramisti tra gli usuranti. Parliamo di numeri piccoli, non si riesce a capire perché il governo tentenni sul far uscire i lavoratori, più volte abbiamo chiesto di essere chiamati per parlarne ma niente di fatto”.
“Questa ritrovata unità sindacale non è scontata – le parole del segretario generale Femca Cisl Fabrizio Mastrogiovanni – l’obiettivo è comune. Secondo me bisogna concentrarsi su dove ci si è fermati, sulla mancata attuazione dei decreti, e’ nuovamente calato il silenzio sull’argomento. Il sindacato può fare poco in parlamento, deve passare necessariamente la palla alla politica. Oggi torniamo ad alzare l’attenzione, non bisogna perdere nessuna opportunità”.
In rappresentanza della Uil Raniero Brunelli, che incalza: “Le promesse fatte ai lavoratori vanno mantenute con il massimo impegno e il massimo sforzo. Bisogna dare finalmente una risposta, indipendentemente da chi ci rappresenta. Il nostro paese non è una vetrina”.
Concorde sull’importanza del riconoscimento anche Giuseppe Crea, presidente Federlazio: “ La nostra posizione è quella di essere favorevoli al progetto per due aspetti, innanzitutto è un problema solamente di numeri, credo che lo si affronti in maniera condivisa per trovare la giusta soluzione, e poi se vogliamo che la ceramica continui ad essere così importante c’ è bisogno di ricambio generazionale, l’altro aspetto è un auspicio, se si arriva a trovare il compimento di questo percorso il risultato potrebbe arrivare”.
Una battaglia, quella del riconoscimento, che vede coinvolta anche Apea, tramite le affermazioni del suo direttore Antonio Sini: “Questa lotta è sicuramente uno dei punti fermi che l’ Apea, cioè l’Area produttiva ecologicamente attrezzata, si dà come obiettivo, la sostenibilità intesa in senso più ampio come bene importante e tangibile, noi stiamo lavorando tutto insieme e questo dei lavori usuranti lo è.
E’ un tassello per far sì che i giovani trovino un opportunità di crescita personale nella ceramica. Stiamo perdendo l’appeal del ceramista, bisogna creare una cultura del lavoro in generale. La politica deve lasciare da parte il consenso e i selfie, ma deve fare gioco di squadra, le condizioni ci sono”.
Giusi De Novara
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