Marta – Riceviamo e pubblichiamo – La minoranza non si zittisce. Il sindaco impari a convivere con il dissenso. In una democrazia matura, il dissenso non è un fastidio, ma un diritto costituzionale e una risorsa per il confronto politico. La minoranza consiliare non ha il dovere di compiacere il sindaco, ma di vigilare, proporre, denunciare e rappresentare i cittadini che non si riconoscono nell’amministrazione attuale.
Chi ricopre ruoli istituzionali – a partire dal primo cittadino – deve accettare il confronto, anche aspro, e rispettare la funzione di controllo e stimolo della minoranza. Le accuse di “ostruzionismo”, le forzature procedurali e i tentativi di delegittimazione del ruolo della minoranza non sono tollerabili. Nessun sindaco è intoccabile. Il confronto si fa con rispetto reciproco e trasparenza. La minoranza continuerà a fare il proprio lavoro, senza intimidazioni e senza silenzi imposti.
E la realtà è ben diversa da quella che il sindaco cerca di raccontare. Le cose non vanno affatto bene, e i cittadini lo vedono ogni giorno.
Sulla questione parcheggi, il sindaco ha omesso di ricordare che la regolamentazione di via Gramsci, piazza Castello, via E. Chiatti e via Papa Paolo III, ricade interamente sotto la responsabilità della giunta. Proprio su queste aree si sono susseguite diverse delibere, adottate autonomamente dalla maggioranza, senza alcun coinvolgimento della minoranza. È inutile cercare capri espiatori: la responsabilità politica e amministrativa è chiara, e porta il nome di chi governa.
Siamo pienamente consapevoli dei disagi causati dalla carenza di parcheggi, che rappresentano una difficoltà concreta per residenti e visitatori. Tuttavia, è fondamentale ribadire che tali criticità sono il risultato diretto di scelte politiche e amministrative adottate dalla maggioranza, e non possono essere attribuite alla minoranza, che non ha responsabilità nelle decisioni gestionali.
Sulla questione del porto, è evidente a tutti che versa in uno stato di insabbiamento tale da compromettere la piena fruibilità dell’area. A questo si aggiunge l’ennesima chiusura del pontile di legno in prossimità del porto, che rappresenta un ulteriore segnale di trascuratezza nella gestione degli spazi pubblici.
Ribadiamo inoltre lo stato di incuria in cui si trova il centro storico, che continua a essere trascurato nonostante il suo valore culturale e identitario. La torre, ancora chiusa al pubblico, ne è una chiara testimonianza.
Noi non ci faremo da parte. Non per arroganza, ma per rispetto verso i cittadini che ci hanno scelto per essere voce critica, controllo democratico e coscienza vigile di questa amministrazione. Se il sindaco intende governare senza contraddittorio, senza confronto, senza opposizione, allora ha frainteso profondamente il senso del suo ruolo: non è un monarca, è un amministratore pubblico.
A Marta non si deve “condividere a prescindere”. Non è questo il compito della minoranza, anche per rispetto dei cittadini che ci hanno votato.
Siamo pronti al dialogo, sempre, ma non al silenzio imposto né alla retorica che tenta di screditare chi osa dissentire. Il nostro ruolo è chiaro: vigilare, proporre, rappresentare. E lo eserciteremo con coerenza e determinazione.
Stefano Furietti
Marco Sassara
Consiglieri d’opposizione
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