Viterbo – Polizia, sospesa l’attività di un bar per ragioni di sicurezza.
“Il 25 settembre – fanno sapere in una nota dalla questura – è stato eseguito un provvedimento di chiusura ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza per un periodo di cinque giorni nei confronti di un bar in provincia di Viterbo.
La decisione di adottare tale misura è stata presa in seguito ad alcuni fatti accaduti all’interno del locale, tra i quali una lite tra clienti, l’arresto di una persona per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e la frequentazione di soggetti pregiudicati.
Dall’istruttoria curata da personale della Divisione Polizia Amministrativa della questura di Viterbo, a seguito di proposta del locale comando dell’Arma dei Carabinieri, è stata accertata che la ricorrenza di tali episodi, insieme ad altre situazioni di schiamazzi e degrado anche nelle strade limitrofe, aveva determinato un generale senso di disagio tale da non potere non essere valutata ai fini della tutela dell’ordinato vivere civile.
Al termine dell’attività, considerato che il bar si trova in una via del centro cittadino e, quindi, in una zona ad alta densità abitativa, il questore di Viterbo, valutando l’esistenza di un concreto pericolo sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, ha decretato la sospensione della licenza per cinque giorni.
I servizi di controllo degli esercizi pubblici proseguiranno nell’intera provincia per monitorare la situazione e verificare il rispetto della normativa di settore”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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